09 maggio 2011

Bin Laden morto? La sceneggiata continua!



Il mondo civile esulta. Nelle principali città statunitensi, le persone invadono le strade per festeggiare, ma attenzione perché non è il capodanno ebraico (appena passato), ma si brinda alla morte del capo di al Qaeda: il pericolosissimo Osama bin Laden.

Siamo finalmente giunti al capolinea: bin Laden è stato ucciso in un raid degli Usa in Pakistan.
Ufficialmente la fine drammatica dopo una lunghissima caccia al regista principale degli attentati dell'11 settembre 2011 negli Stati Uniti.
I leader di tutto il mondo hanno salutato con favore la sua morte, ma l'euforia è compensata dal timore di ritorsioni e dall'ammonimento di una rinnovata vigilanza contro eventuali attacchi.

Addirittura il democratico presidente Usa, Barak Obama, oggi ha detto che "questo è un buon giorno per l'America". "Il nostro paese ha mantenuto il suo impegno affinché fosse fatta giustizia. Il mondo è più al sicuro, è un posto migliore dopo la morte di Osama bin Laden".

Viene da chiedersi, dove il criminale patentato, l’uomo più ricercato nel pianeta, ha passato gli ultimi anni della sua vita. Forse in qualche caverna segreta del Pakistan? Oppure in qualche grotta dell’Afghanistan? Macché, i funzionari Usa hanno detto che bin Laden è stato trovato in una villa da un milione di dollari a circa 60 chilometri a nord di Islamabad. Un posto dove nessuno al mondo poteva pensare di trovare il vecchio miliardario saudita.

Sempre fonti ufficiali dicono che dopo 40 minuti di combattimenti, bin Laden è stato ucciso assieme ad altre persone.
Un commando di incursori della Marina, i mitici Navy Seals, si sono calati dagli elicotteri direttamente sopra il tetto della casa di bin Laden nella capitale del Pakistan.
Un alto funzionario alla sicurezza americano ha specificato alla Reuters, che è stata "un'operazione per uccidere", sottolineando però che "se avesse sventolato la bandiera bianca della resa sarebbe rimasto vivo".
E' alquanto difficile immaginare bin Laden mentre sventola una bandiera bianca!

L’attuale direttore della C.I.A., Leon Panetta ha detto che sicuramente al Qaeda cercherà di vendicare l'uccisione di bin Laden. Non si capisce bene se la sua è una profezia oppure una minaccia!
"I terroristi - continua Leon Panetta - quasi certamente cercheranno di vendicarlo, e noi dobbiamo, e lo faremo, restare vigili e risoluti".
Quindi non c’è nulla da festeggiare, anzi. La morte del leader storico e indiscusso di al-Qaeda, è l’inizio della vera guerra.

La cosa che però fa veramente sorridere è stata la sepoltura di bin Laden secondo il rito islamico.
Bin Laden infatti sarebbe stato sepolto in mare dal ponte di una portaerei americana nel nord del mar Arabico dopo essere stato lavato secondo i costumi islamici ed aver ricevuto un funerale religioso.
Il suo corpo prima è stato lavato e avvolto in un lenzuolo bianco e poi un ufficiale ha letto un testo religioso tradotto in arabo da un interprete. Dopo la lettura, il corpo è stato posto su una tavola piatta, ribaltato, e calato in mare, ha detto un funzionario americano.

Possiamo immaginare un comportamento più bello e democratico di questo?
Lo stavano cercando (vivo o morto) da numerosi anni e una volta ucciso il suo funerale sembra quello di un capo di Stato?
Il governo degli Stati Uniti, invece di sbrodolarsi e gongolarsi davanti al mondo intero, facendo semplicemente vedere il corpo privo di vita, preferiscono, in nome della religione farlo sparire nel mare? Ma possiamo veramente credere ad una simile idiozia?

Siamo così inebetiti che possono raccontarci simili favole? Forse qualcuno ai piani alti, pensa proprio di sì!
Ma anche loro per ebetaggine non scherzano, perché stando all’imam di Napoli, Yasin Gentile: “
seppellire un corpo in alto mare, come è accaduto, non è una procedura rispettosa dei precetti dell'Islam che prevede una ritualità precisa”. “La decisione degli americani contrasta con i principi della sharia”, ha detto il membro del Comitato dei ricercatori dell'istituto del Cairo!
Quindi la scusante religiosa è assurda due volte.

E’ bene specificare che Bin Laden non era ricercato per gli attentati dell’11 settembre 2001, dove sono morte oltre tremila persone, come invece viene affermato dal governo centrale.
Questo è il motivo per cui nel sito ufficiale del F.B.I. c’era una taglia di 25 milioni di dollari sulla sua testa, ma dell’attacco alle Torri Gemelle di New York nessun accenno.
Come mai l’Ufficio Federale non associa bin Laden al World Trade Center?
Forse perché non hanno le prove che l’attentato è stato organizzato dal gruppo fantomatico chiamato al-Qaeda?

Se non è stato il terrorismo islamico internazionale chi ha potuto eludere con aerei di linea, la difesa più potente e gli spazi aerei più impenetrabili del mondo? Demolendo tre torri e bucando il Pentagono?
Ricordiamo infatti che bin Laden, è stato un uomo della C.I.A.: creato, istruito e finanziato dai servizi segreti statunitensi per scopi geostrategici e geopolitici.
La stessa cosa è avvenuta con moltissimi dittatori criminali sparsi nel mondo, uno per tutti, Saddam Hussein: prima pagato e armato per combattere la guerra fratricida contro l’Iran dal 1980 al 1988, poi diventato nemico da impiccare.

Come molti analisti hanno denunciato da anni, bin Laden molto probabilmente sarebbe morto anni fa, e mantenuto in vita tramite messaggi audio, video totalmente falsificati, per dare il messaggio al mondo che il pericolo è sempre in agguato, che il terrorista è sempre pronto ad attaccare.
Ufficialmente dicono di avere il suo dna che confermerebbe essere appunto bin Laden. A parte il fatto che dopo un giorno avere già un esame completo del dna è alquanto miracoloso, ma si sa che i laboratori militari sono abituati ai miracoli. Il punto è un altro, perché pochi ricordano che il miliardario saudita è stato curato diverse volte da medici americani, come per esempio nell’ospedale militare americano a Dubai, nel luglio 2001? Ecco il dna!

L’ultima falsificazione in ordine cronologico, direi vergognosa ed eclatante, è proprio l’uccisione mediatica di bin Laden.
La foto del corpo esanime di bin Laden, circolata subito dopo, è stata smentita, per ovvie ragioni e non serve essere un esperto di grafica computerizzata per smascherare l’evidente fotomontaggio. Si tratta dell’ennesimo falso clamoroso, una foto ritoccata dagli analisti del settore con montaggi, prendendo pezzi da altre foto, parti di testa di altre persone e in cui si vedono zone sgranate e sfocate come occhi e orecchio sinistro. Per non parlare del corpo che si vede sotto la barba, che sembra essere aggiunto a posteriori.
Altre foto stanno spuntando in rete, tutte ovviamente rigorosamente false.

La Casa Bianca sta attendendo – non si sa bene cosa - di pubblicare le vere foto del blitz, quelle che testimonierebbero il trasferimento del cadavere e addirittura il funerale!
Con le foto agghiaccianti che circolano nel web sulle varie guerre criminali, sulle violenze dei soldati statunitensi in Iraq, Afghanistan e Guantamamo, queste immagini sono così tremende che non sanno se darle oppure no in pasto ai giornalisti? Giornalisti-squalo che stanno pubblicando in questi giorni articoli a dir poco vergognosi.
Ma state tranquilli perché "alla fine - dice il capo della Cia, Panetta - una foto verrà diffusa". Stanno forse aspettando che arrivi un esperto serio in fotoritocco computerizzato?

L’unica cosa certa è che ufficialmente e mediaticamente, Osama bin Laden non serviva più da “vivo”, anche se probabilmente era morto da tempo.
Questo un po’ preoccupa, perché se la sua ibernazione mediatica è finita, certamente ci saranno altre cose in serbo per noi tutti che prenderanno il suo posto...
di Marcello Pamio

08 maggio 2011

L'Angelo Azzurro


Angelo Azzurro è il tuo signore. Che offerta ti ha fatto e perché l'hai accettata? Per soldi, per visibilità, per ambizione? Perché ti sei venduto? Ricordi ancora il significato di questa parola? Vendersi? Anima, corpo, rispetto, reputazione, talento, ti sei venduto tutto ciò che avevi. Non ti resta più nulla. La tua dignità aveva un prezzo, la tua intelligenza aveva un prezzo, il tuo coraggio aveva un prezzo. Qualunque moneta tu abbia ricevuto in cambio è troppo poco. Nessun rubino o zaffiro o diamante può riempire il vuoto rimasto. Eppure, questo Angelo che ti ha sedotto, trasformato in un automa, in un pagliaccio triste che recita sul palco della vita, questo Angelo è tutto ciò che ti rimane. Ti tradisce e tu lo sai. Si ama un uomo o una donna, non la sua caricatura. Gli Angeli Azzurri non volano con le comparse. I tuoi chicchirricchì escono dalla gola strozzati, sembrano rantoli, non il saluto che accoglie il sole all'alba. Il gioco a rimpiattino con te stesso è quello che ti riesce meglio, ti rincorri senza toccarti, vederti. Ti nascondi per evitare di giudicarti. La sentenza di colpevolezza per aver sprecato l'unica occasione che hai e avrai in questo universo è certa, ma se un giudice non la emetterà con parole definitive potrai ancora illuderti. Hai una vita davanti e finchè non finisce ti senti eterno. La differenza tra schiavo e uomo libero ti è ignota. Pensare è un rischio che non ti puoi permettere. Se cadesse una sola certezza dovresti interrogarti su tutto quello che hai accettato finora. Quando ti addormenti sai che ci sarà un domani uguale a oggi, ma anche a ieri. Questo ti dà sicurezza. Al risveglio rivedi le pareti, il soffitto, senti le voci familiari e ti rimetti in moto. Un giorno segue l'altro. Poi, qualcuno ti racconta di un luogo lontano dove ci sono sfide mortali, pericoli inauditi e territori sconosciuti. E tu daresti tutte le tue sostanze per andarci, per avere una nuova possibilità.

Realpolitik partitica

Nella competizione elettorale i partiti minori spesso non partecipano e "appoggiano" il candidato di uno dei due poli. Si chiama "realpolitik". In sostanza il partito minore contratta a tavolino con il Pdl o il Pdmenoelle due consiglieri regionali, quattro consiglieri comunali, un assessore. Decide di non presentarsi, o di far finta per poi far confluire i suoi voti al ballottaggio. In pratica è la spartizione delle spoglie del cittadino elettore a sua insaputa.
A Torino, solo per fare un esempio, c'è Fassino che corre (ma dove corre povera anima?) con l'appoggio di tutti i partiti del centro sinistra di ordinanza che non hanno perciò presentato una loro lista, ma hanno già i consiglieri in Sala Rossa. Il partito minore può anche appoggiare indifferentemente un polo o l'altro. La candidatura della Bresso alla Regione Piemonte fu sostenuta dall'UDC di Casini. Il prezzo della rinuncia a una lista indipendente è l'assegnazione di un cospicuo numero di consiglieri a chi si presta a fare da mosca cocchiera. Il partito minore non è interessato alla percentuale di voti che avrà, ma al numero di poltrone che contratta prima. E' il modello "captive" contro quello del libero mercato. Un'azienda "captive" ha un solo cliente a cui fattura, se il cliente cambia le sue logiche o entra in crisi, l'azienda "captive" fallisce. E' successo a centinaia di società che lavoravano per Fiat o per Telecom.
La realpolitik di vendersi il culo conto terzi ti mette al riparo dal libero mercato, dal giudizio dei cittadini, vinci anche se perdi e non hai nessuna barriera da superare per entrare in Consiglio. Le aziende "captive" non sono interessate alla competizione, al miglioramento del prodotto, agli elettori, al rispetto del programma, vivono per il loro unico cliente. I partiti captive hanno Bersani e Berlusconi come clienti. Alcuni sono fedeli a un solo polo, altri sono ondivaghi, come i radicali, per alzare la posta. Per i partiti "captive" non esiste il rischio di impresa, non investono sui cittadini o sul rispetto del programma, ma solo su quello che chiamano alleato, ma in realtà è un elemosiniere che li tiene in vita. Una bella vita. Il potere di contrattazione dei partiti "captive" si affievolisce nel tempo insieme ai loro voti (dopo un po' il cittadino preferisce votare l'originale) fino alla loro scomparsa, In quel caso i sopravvissuti, di solito i vertici, confluiscono nel partito maggiore e si godono i frutti della realpolitik. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

da beppegrillo.it

07 maggio 2011

Il doppio gioco: il Giornale

Non è divertente, ma solo ridicolo. I bizzarri attacchi all'irriducibile Primo ministro Silvio Berlusconi sono sconfinati in un attacco ancora più bizzarro alla mia persona tramite il quotidiano Il Giornale . Prima, c'è stato l'attacco del quotidiano di Berlusconi al ministro Giulio Tremonti, condotto per mezzo dell'intervista a Giancarlo Galan; questo è proseguito con un blocco di quattro foto di eguale dimensione di Jean-Baptist Colbert, Alexander Hamilton, John Maynard Keynes e me stesso quali ispiratori del ministro Tremonti; ovviamente, io sono l'unico membro vivente del quartetto, che quindi si presta come bersaglio politico contemporaneo.

Questi fatti riguardanti le recenti vicende della politica italiana non hanno in sé un significato storico rilevante. Però, il comportamento scandaloso de Il Giornale nella faccenda è importante in quanto indica il rischio di una reazione a catena, un collasso del sistema dell'"Euro" e di altre importanti economie nazionali esterne al Regno Unito, orchestrato dai britannici. L'attenzione speciale che Il Giornale mi ha dedicato la scorsa settimana ci dice più sullo stato d'animo a Londra che alcunché sulle nazioni dell'Europa continentale stessa.

Per quanto riguarda il caso del ministro Giulio Tremonti, egli è per me una conoscenza con cui mi capita di condividere alcuni significativi interessi intellettuali, come dimostra il suo collaudato ruolo di autorevole figura intellettuale di rara e considerevole competenza nello stato di panico quasi terminale che avvinghia le nazioni dell'Europa continentale in questo momento.

Non posso considerare gli sforzi patetici di chi mi attacca un affare interno italiano, quanto piuttosto il riflesso degli sforzi disperati da parte della monarchia britannica di difendere il loro burattino appassito, il Presidente Barack Obama, contro di me.

Per quanto riguarda il Primo ministro Berlusconi, presumo che ciò che lo mantiene in carica, nonostante gli scandali, sia il timore ampiamente diffuso che la sua caduta ora porterebbe a qualcosa che si teme sia molto, molto peggio delle vere o presunte follie dell'attuale governo Berlusconi. Potrebbe essere qualcosa di peggio, qualcosa che, come indica il caso di Giancarlo Galan ad un anziano con qualche esperienza come me, provenga dal passato di quel Benedetto Croce che era ben noto ai funzionari dell'OSS che operavano in Italia durante gli ultimi giorni dell'ex "amico del cuore" di Winston Churchill, Benito Mussolini.

Una delle più grandi follie dell'opinione politica contemporanea è l'errore fatale di presupporre che il significato della vita umana cominci alla nascita e finisca alla morte, con enfasi sulla morte. Questa opinione tristemente errata è radicata in un errore abituale di presumere che il ruolo dell'individuo umano mortale debba necessariamente terminare con la morte di quella persona. L'intera storia conosciuta dell'umanità, specialmente per noi nella regione transatlantica, i lunghi secoli della civiltà europea così come la conosciamo ci insegnano che, come nelle grandi scoperte di principii universali della fisica o nei grandi capolavori d'arte da cui dipende uno spirito scientifico per la sua ispirazione, le conseguenze della vita individuale precedono di gran lunga, sia nel peggio che nel meglio, l'incarnazione mortale e ad essa di gran lunga sopravvivono.

Similmente, il lavoro dei miei collaboratori in importanti campi scientifici ho mostrato che, se possiamo far risalire l'esistenza della vita sulla terra a mezzo miliardo di anni fa, e della vita umana a solo alcuni milioni, questo prova anche che la vita sulla terra, e la vita umana in particolare, ha spianato la strada a ciò che finora è stato un sentiero verso forme di vita superiori, e verso poteri creativi inerenti nell'umanità, che sfidano la becera menzogna della cosiddetta "Seconda legge della Termodinamica".

Detto ciò come background, la funzione dell'umanità è di sfidare il male del cosiddetto "principio oligarchico" incorporato negli antichi imperi, compresi i quattro stadi dell'Impero Romano attraverso Bisanzio, il sistema medievale di usura e cavalleria controllato da Venezia e l'attuale Impero Britannico dei successori dei malvagi portabandiera del Nuovo Partito Veneziano, Guglielmo d'Orange e il suo noto successore Lord Shelburne, fino alla monarchia britannica dei nostri giorni.

Il partito oligarchico esemplificato autorevolmente ancor oggi dalla tradizione della successione imperiale romana di Ottaviano e dei sacerdoti del culto di Mitra sull'isola di Capri, è caratterizzato dall'odio verso il mitico amore che Prometeo nutriva per l'umanità contro la tirannia oligarchica in accordo con l'evidenza della scienza rispetto alla storia nota del nostro sistema solare nella sua galassia, del progresso di sviluppo delle specie viventi sulla terra e delle capacità creative intellettuali dell'umanità. L'espressione di tali capacità è la verità presentata, così, per mano del Creatore, come la difese Filone Alessandrino contro gli ideologi riduzionisti alla Friedrich Nietzsche e i bestiali seguaci dell'eredità di Nietzsche all'epoca di Hitler, come Werner Sombart, e i seguaci di Nietzsche e Sombart in questo campo, come Joseph Schumpeter e il suo seguace il Primo ministro britannico Harold Wilson.

Il frutto onorevole dell'umanità è il progresso creativo, in un universo di progresso di coloro che scelgono di ammirare e promuovere l'opera del Creatore, invece che quella dell'Impero Romano e mali successivi come la dottrina della "crescita zero" e quel principio oligarchico del Giove olimpico, che è di fatto adorato dall'Impero Britannico. O dovremmo dire, "Impero Brutannico" del World Wildlife Fund e il suo complemento, quella propaggine in stile Bertrand Russell dell'Analisi dei Sistemi di Cambridge, l'odierno International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA)?

Alcuni decenni fa, un presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy, sfidò i tentativi dell'Impero Britannico di distruggere gli Stati Uniti ad esempio trascinandoli nella propria rovina con il lancio di un massacro inutile e ispirato a bassi fini chiamato la Guerra di Indocina. Quando Kennedy resistette a quel tentativo, egli fu assassinato, e il progetto britannico di rovinare gli USA con una lunga e inutile guerra in Indocina ebbe successo. Quando il fratello del Presidente, Robert Kennedy, aveva in tasca la nomina presidenziale democratica, fu anch'egli assassinato "misteriosamente". In seguito, gli Stati Uniti hanno svolto quasi esclusivamente il ruolo della preda di Londra.

Il passaggio di una nuova legge Glass-Steagall negli USA ora porrebbe fine a tutto ciò. I britannici sarebbero ridotti sul lastrico; ma qual è il problema, dato che il loro sistema è già senza valore? Presto, essi saranno contenti di godere della sicurezza fornita dalle loro circostanze ridimensionate, con una buona probabilità di fare meglio nel futuro se si comporteranno meglio di quanto hanno fatto recentemente, dall'ascesa di Guglielmo d'Orange e, pensandoci bene, di Enrico VIII.

Questo è il significato del trambusto in Italia.

di Lyndon LaRouche


Nota:

[*] - Nell'originale: Doppio Croce (in italiano). Qui LaRouche fa un gioco di parole sul significato di "Doublecross", che vuol dire fare il doppio gioco, e la sua traduzione letterale in italiano (double=doppio e cross=croce), alludendo al famoso filosofo filobritannico Benedetto Croce, fondatore del moderno liberalismo italiano, di cui si parla nello scritto.

06 maggio 2011

Finanzcapitalismo: ultima chiamata









Definirei il libro di Luciano Gallino Finanzcapitalismo (Einaudi, 19 euro) decisivo, per comprendere il mutamento radicale di paradigma avvenuto negli ultimi trent’anni. Siamo in un altro mondo, e conviene capirlo più in fretta possibile. Perché il tempo è davvero agli sgoccioli. Ho intervistato l’autore per l’Unità, qui pubblico l’intervista in versione integrale.

Sappiamo che l’alternanza tra fasi espansive e produttive e fasi speculative sono sempre state una costante nella storia del capitalismo (ce lo ha spiegato ad esempio Giovanni Arrighi). Ma lei ci fa capire che oggi siamo in presenza di una sorta di salto quantico: ci dice con molta chiarezza che siamo in una fase del tutto nuova, non più nel classico capitalismo industriale, ma nel finanzcapitalismo. E ci dice che questo salto quantico è un salto con esiti potenzialmente tragici.

Vi è stato in questi ultimi trent’anni un enorme sviluppo del sistema finanziario a paragone dello sviluppo del sistema dell’“economia reale”: se all’inizio degli anni ottanta il volume degli attivi finanziari corrispondeva al Pil mondiale, al momento della crisi ammontava a oltre quattro volte il Pil. Il mondo è stato radicalmente trasformato da un processo patologico.
E’ enormemente e patologicamente cresciuta, in particolare nell’ultimo decennio, l’attività bancaria, che si continua a chiamare così anche se si tratta di attività finanziarie estremamente diversificate, non trattandosi più delle banche classiche depositi e prestiti, ma di conglomerati giganteschi che operano in ogni possibile settore. E” enormemente e patologicamente cresciuta la finanza ombra, un sistema senza nome né indirizzo né identità, formata da una grande quantità di società di scopo (i cosiddetti “veicoli”), e da centinaia di trilioni di dollari di derivati scambiati tra privati (otc) che sono stati un elemento decisivo di destabilizzazione. In questo processo i bilanci delle banche sono diventati incomprensibili e ingestibili, perché molte attività sono state trasmesse ai “veicoli”, in particolare i titoli derivanti dalla cartolarizzazione, ovvero la trasformazione in crediti di debiti derivanti da prestiti alle famiglie o alle imprese (la crisi è iniziata da lì, negli Stati Uniti, dai derivati composti da mutui che le famiglie non erano più in grado di pagare).
E’ enormemente e patologicamente cresciuto il ruolo degli investitori istituzionali (compagnie di assicurazione, fondi pensione e fondi comuni di investimento): essi sono i “nuovi proprietari universali”, possedendo oltre la metà del capitale delle imprese di ogni genere.
E’ infine enormemente e patologicamente cresciuto il peso che le istituzioni finanziarie hanno assunto nel governo delle imprese. Dal 1980 in avanti si è affermato il criterio che un’impresa funziona unicamente per massimizzare il valore delle azioni, e questo ha modificato il criterio di governo e di gestione quotidiana delle imprese, con conseguenze ben visibili, drammaticamente, ogni giorno.
A causa di questo sviluppo abnorme, l’insieme del sistema finanziario non è controllabile da alcuna autorità, non solo per le sue dimensioni, ma anche per la sua composizione: chi parla di costruire “trasparenza del mercato finanziario” davvero non ha compreso i fondamenti della questione. Questo mercato finanziario non può essere trasparente. Siamo su un aereo senza pilota in cabina di pilotaggio. Bisogna riformare il sistema dalle fondamenta, mentre invece dopo la crisi non è stata intrapresa alcuna riforma.

Guardando la copertina del suo libro, dove vi è un grattacielo visto dal basso che ricorda la torre di Babele, viene naturale pensare che siamo di fronte a una sorta di hybris degli umani, alla smisuratezza di un processo totalmente sfuggito di mano, che ha preso vita propria, fuori da qualsiasi controllo.

Sì, è così. E lo vediamo ogni giorno come l’intera economia sia totalmente a rimorchio del sistema finanziario. Lo vediamo anche da un punto di vista simbolico, ché il linguaggio della finanza ha permeato ogni ambito della civiltà, del discorso quotidiano. Ma se questo sistema tende all’assolutezza, ed è radicalmente incontrollabile, ciò equivale a uno svuotamento di fatto del concetto stesso di democrazia.

Peraltro questo processo, lei lo mette in chiaro molto bene nel libro, è stato determinato dalle scelte della politica, contrariamente alla vulgata proposta e introiettata dalla politica stessa che si è dipinta come passiva e impotente di fronte ad esso.

Non è stato per nulla un processo naturale. E’ stato invece un grande progetto ideologico, culturale e politico avviato dagli anni cinquanta e che ha preso piede a partire dagli anni ottanta. Non è vero che la politica è stata sopraffatta dalla finanza: l’assoluta libertà di agire che ha acquisito la finanza è stata un’operazione politica, iniziata peraltro in Europa. Si parla, a questo di proposito, di un “consenso di Parigi” che ha preceduto il “consenso di Washington”. La crisi ha dimostrato l’assoluta falsità della tesi ideologica dell’autoregolazione del mercato, eppure essa continua a presentarsi come l’unica possibile. E questo lo verifichiamo anche nella continuità delle persone: il consiglio economico di Obama, ad esempio, è composto da banchieri che hanno avuto parte importante nella deregulation fatta sotto Reagan e Bush.

Europa degli anni ottanta, Obama: lei sta dicendo che anche il “centrosinistra” globale è caduto nella trappola?

Sì, le cosiddette “sinistre” hanno fatto proprio lo scenario secondo cui la globalizzazione è un fatto economico, laddove esso è stato un fatto eminentemente politico. E’ stato un progetto agevolato da organizzazioni internazionali che di democratico non hanno nulla, dal Fondo Monetario Internazionale alla Banca Mondiale alla Commissione Europea. Le sinistre socialdemocratiche hanno adottato il paradigma della signora Thatcher, credendo al fatto che “non ci sono alternative”: perciò le sinistre si sono distinte solo per “aiutare i più deboli”, e tamponare i disastri. Il mio timore è che ancora oggi non abbiano capito che cosa è successo: sono caduti nella scena del teatro, recitando la parte che la commedia (o meglio, la tragedia) gli ha assegnato, senza rendersi conto che stanno seguendo i dettami di in un immenso sistema industrial-finanziario, agevolato nella sua crescita dalla politica e che alla politica adesso spetterebbe incivilire.

Il successo di questo sistema è appunto anche ideologico: esso si presente come il trionfo della ragione (o forse di una coincidenza perfetta di razionale e reale), dove invece esso è, nella sua essenza, pura irrazionalità.

Il finanzcapitalismo ha in questo senso radicalizzato un’istanza propria del capitalismo industriale, che ha sempre pensato la crescita come una pietra filosofale. Crescita a ogni costo, a scapito del resto. Ma questa furente irrazionalità la vediamo al lavoro nei suoi esiti tragici, sia nella distruzione dell’ambiente e di qualunque tipo di ecosistema (e qui siamo giunti a un punto limite, davvero di non ritorno), sia nella quotidiana svalorizzazione delle persone. E le persone svalorizzate, infantilizzate come consumatori, non saranno mai in grado di salvare il pianeta.

Lei pensa che al punto in cui siamo è possibile un “contromovimento”, un’alternativa al disastro?

Un contromovimento è un’incognita grossa, nella presente situazione. Credo che una reazione ai danni globali di questo sistema che ci sta dominando possa prendere due direzioni. Una che potremmo definire socialdemocratica, una autoritaria, e in Europa quest’onda è certamente montante. E’ questo il grande dilemma è questo: e su questo il dado non è tratto.

Lei ha segnalato qualche passo possibile da fare.

Sì, per esempio la gestione dei fondi pensione, potrebbe essere un passo piccolo ma significativo. La gestione dei fondi pensione è affidata alle banche depositarie che fanno investimenti i quali assicurino un futuro ai fondi stessi, prescindendo del tutto da un investimento sostenibile, responsabile. I sindacati su questo dovrebbero essere più consapevoli e presenti.
Ci sono poi riforme che si possono avviare solo in ambito internazionale, ma bisognerebbe cominciare a parlarne: e invece quando se ne parla lo si fa tirando fuori i documenti dell’UE, che però non fa altro che invocare trasparenza e sorveglianza, ciò che equivale a mettere telecamere intorno a un edificio pieno di buchi e con le fondamenta che crollano e buio all’interno. E’ di questo buio che invece occorre discutere.
di Luciano Gallino - Marco Rovelli

26 settembre 2010

L'aggressività indebolisce il cuore


L'associazione fra aggressività e problemi di cuore è facilmente intuibile, ma a confermarlo ora c'è un vasto studio portato a compimento da un team italo-americano. I ricercatori hanno pubblicato i risultati dello studio condotto su un campione di 5000 cittadini sardi sulla rivista Hypertension.
La ricerca è partita da una valutazione delle attitudini comportamentali dei volontari attraverso un test che prevedeva 250 quesiti. In seguito, gli scienziati hanno sottoposto i soggetti a un ecodoppler per verificare la consistenza delle pareti delle carotidi, ovvero le arterie che trasportano il sangue al cervello, un parametro di valutazione fondamentale del rischio cardiovascolare.
La dott.ssa Manuela Uda, una delle ricercatrici del CNR di Cagliari che hanno partecipato allo studio, spiega: “dopo aver rielaborato i dati abbiamo verificato che i soggetti dotati di un temperamento più aggressivo e competitivo tendono a sviluppare più facilmente un ispessimento delle carotidi: i più scontrosi vedono crescere questo rischio addirittura del 40%. Ripetendo poi l’ecodoppler a distanza di tre anni, abbiamo visto che l’ispessimento delle arterie continua anche con il passare del tempo. E tutto ciò indipendentemente dagli altri fattori di rischio cardiovascolare più tradizionali, come il fumo, l’ipertensione o il colesterolo alto”.
I ricercatori sono stati coordinati da Angelina Sutin del National Institute on Aging di Baltimora, nel Maryland, e hanno analizzato per l'esattezza 5614 sardi fra i 14 e i 94 anni che facevano parte del più vasto studio SardiNIA Study of Aging: “la ricerca – precisa Manuela Uda – è nata nel 2001 da un’idea di Giuseppe Pilia del CNR di Cagliari, ed è stata poi abbracciato dal National Institute on Aging, parte dei National Institutes of Health statunitensi. L’obiettivo era quello di studiare un centinaio di fattori che influiscono positivamente o negativamente su patologie comuni nell’età avanzata, soprattutto in ambito cardiovascolare e psicologico. I sardi sono una popolazione isolata non solo dal punto di vista geografico e culturale, ma anche genetico. Su di loro è più facile capire quali geni sono coinvolti nelle malattie e come interagiscono con l’ambiente”.
Oltre a constatare il legame fra l'aggressività e i problemi cardiovascolari in termini assoluti, i ricercatori hanno poi messo sezionato il rischio in base al genere, scoprendo che l'associazione è più evidente fra le donne: “in genere gli uomini tendono ad avere un ispessimento maggiore delle pareti arteriose: nello studio abbiamo notato però che le donne più scontrose sviluppano un ispessimento delle carotidi simile a quello degli uomini più aggressivi, come se il brutto carattere fosse capace di cancellare gli effetti protettivi che gli estrogeni hanno sul sistema cardiovascolare prima della menopausa”.
Uno degli autori dello studio, Angelo Scuteri, geriatra dell'INRCA (Istituto Nazionale Riposo e Cura per Anziani), commenta: “con questi risultati abbiamo dimostrato che alcuni tratti della personalità rappresentano un vero e proprio fattore di rischio cardiovascolare, al pari della sindrome metabolica. Proprio per questo motivo i medici devono imparare a considerare i pazienti nella loro globalità, come un tutt’uno tra anima e corpo”.
di Andrea Piccoli

04 agosto 2010

Siamo tutti drogati e nessuno lo dice




http://droghe.aduc.it/generale/files/image/2010/giugno/0002(113).jpg


E’ risaputo che le droghe pervadono tutta la nostra società e il loro abuso è dilagante.
Le autorità dovrebbero vigilare sulla salute pubblica e invece non solo si girano dall’altra parte incuranti del problema, ma ci speculano sopra guadagnando cifre da capogiro.
Ma di cosa stiamo parlando?
Questo non è il classico articolo sulle droghe tradizionali: cocaina, eroina, hashish, marijuana, ecc., ma sulle droghe che inconsapevolmente assumiamo ogni giorno, tutti quanti, che ci piaccia o non ci piaccia!
Se pensate che il fenomeno non vi tocchi, leggete con molta attenzione!

Le droghe affascinano perché alterano la nostra percezione, la capacità di vedere e sperimentare il mondo. Vi sono vari modi per ottenere più o meno lo stesso effetto: cantare, ballare, digiunare, ridere, meditare, leggere, fantasticare, ecc.
Ma la droga è certamente molto più rapida, veloce e…proibita.

Dall’alba dei tempi l’uomo cerca e sperimenta sostanze psicotrope con le motivazioni più variegate, eccone qualcuna:
- Espandere la propria coscienza per vedere il mondo con occhi diversi;
- Pratiche di tipo religioso: la marijuana e molte piante allucinogene vengono usate in India e da altre popolazioni indigene;
- Per curare malattie: oppio, cocaina, morfina marijuana e alcol sono stati i pilastri della medicina ottocentesca e venivano usati per qualunque cosa, dai dolori mestruali all’epilessia. Alla fine dell’Ottocento la cocaina veniva pubblicizzata come medicina miracolosa mentre il vino alla coca fu il farmaco più prescritto in assoluto;
- Stimolare la creatività: Charles Baudelaire usava hashish e oppio, il collega Alexandre Dumas si univa a lui negli esperimenti con l’hashish. Lo scrittore americano Edgar Allan Poe faceva uso di oppiacei e parte della sua bizzarria descrittiva, derivava proprio da esperienze con la droga. I primi scritti di Sigmund Freud furono ispirati dalla cocaina, e lui stesso ne incoraggiò il consumo;
- Fuggire dalla noia, disperazione e migliorare l’interazione sociale;
- Fuggire dal mondo e dai problemi quotidiani, isolandosi artificialmente.
- ...

DROGHE ENDOGENE
Il corpo umano, soprattutto nel cervello e in certe ghiandole, produce potenti sostanze chimiche che hanno effetto sull’umore, pensieri e azioni: le endorfine.
Le endorfine sono sostanze stupefacenti che causano molti effetti tipici degli oppiacei, tra cui euforia, stato di benessere e riduzione del dolore.
L’essere umano oltre a queste droghe oppiacee, genera anche i propri stimolanti (adrenalina o noradrenalina) e i propri sedativi (serotonina e GABA), questi ultimi in grado di rallentare la trasmissione nel sistema nervoso centrale (SNC).
Probabilmente siamo anche in grado di produrre i propri psichedelici, come per esempio la D.M.T. (dimetiltriptamina), poiché è stato dimostrato che la ghiandola pineale, secerne ormoni con una struttura molecolare molto simile.
In pratica, non ci facciamo mancare nulla: eccitanti, stimolanti, psichedelici e sedativi!
Adesso, dopo questa certamente incompleta introduzione, osserviamo da vicino le droghe che tutti noi usiamo inconsapevolmente ogni giorno. Droghe che agendo nel cervello possono avere degli effetti dirompenti sul comportamento e sul nostro modo di pensare.

STIMOLANTI
La famiglia degli stimolanti, lo dice il nome stesso: stimolano, fanno sentire più vigili ed energici, eccitano in pratica il SNC.
I nervi comunicano tra loro mediante impulsi elettrochimici. Un impulso è una vera e propria scarica elettrica che si muove velocissima lungo la fibra di un neurone. Tale fibra può terminare in un muscolo, una ghiandola o in un altro neurone, ma c’è sempre un minuscolo spazio tra la fine della fibra nervosa e la cellula seguente.
Per riempire questo spazio, la fibra rilascia piccole quantità di sostanze chimiche (neurotrasmettitori) che influiscono nella cellula che segue.
Alcuni neurotrasmettitori sono forti stimolanti, che inducono le cellule muscolari a contrarsi, le ghiandole a secernere e altri neuroni a rilasciare scariche elettriche.
Il più comune neurotrasmettitore stimolante è la noradrenalina o norepinefrina.
In pratica gli stimolanti agiscono così: fanno rilasciare alle fibre la noradrenalina oppure altri neurotrasmettitori che eccitano il sistema.
Pertanto l’effetto stimolante che percepiamo nel corpo è il semplice risultato dell’energia chimica del corpo che va ad agire nel sistema nervoso. Lo stimolante induce l’organismo a consumare questa energia prima e in maggiore quantità rispetto alla norma. Questo è il motivo per cui dopo l’effetto stimolante (illusorio e apparente), si è molto più stanchi e scarichi di prima e servono altri stimolanti per tirarsi su, in un circolo vizioso perverso e deleterio!

Zucchero à Mentre il nostro corredo genetico si è sviluppato in un contesto nutrizionale in cui si consumava (nel Paleolitico) procapite solo 2 kg all’anno sottoforma di miele, siamo passati a 5 kg di zucchero nel 1830 per giungere a 70 kg alla fine del secolo scorso!
Lo zucchero bianco è una sostanza innaturale tra le più tossiche in commercio. Basta sapere che viene prodotto con latte di calce (che provoca la distruzione di tutte le sostanze organiche utili: proteine, enzimi, sali, ecc.), poi trattato con acido solforoso per eliminare il colore scuro, poi subisce altri processi, dove viene filtrato, decolorato, centrifugato, per venire alla fine colorato con blu oltremare e blu idantrene (proveniente dal catrame, quindi cancerogeno).
La polvere bianca che si ottiene è sterile, completamente morta e dentro il nostro corpo per essere assimilata e digerita, sottrae vitamine e minerali (calcio da ossa e denti: osteoporosi e carie) per ricostruire almeno in parte quell’armonia di elementi distrutti dalla raffinazione. Questo processo acidifica il terreno biologico.
Una recente ricerca condotta da Bart Hoebel del Princeton Neuroscience Institute, ha scoperto che lo zucchero crea una vera e propria dipendenza e sintomi di astinenza simili a quelli provocati da altre droghe.
Nel cervello, quando si assume zucchero, avvengono dei cambiamenti neurochimici che fanno aumentare la dopamina, e questa è la ragione per cui quando si viene privati improvvisamente della dose zuccherina giornaliera, si genera una vera e propria crisi di astinenza.
Prima crea una stimolazione e poi c’è la fase depressiva che crea stati di irritabilità.
Questo è causato dal rapidissimo assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la glicemia, e costringe il pancreas a secernere insulina. Tale ormone fa scendere bruscamente la glicemia (malessere, sudorazione, irritabilità, debolezza) con bisogno di mangiare ancora zuccheri per sentirsi meglio.
Ma non finisce qua.
Il biologo tedesco Otto Heinrich Warburg è stato insignito il Premio Nobel per la medicina per aver scoperto che il metabolismo dei tumori maligni dipende in gran parte dal loro consumo di glucosio (forma che assume lo zucchero una volta digerito, metabolizzato).
Ingerendo infatti zucchero o farine raffinate (pasta, pane, biscotti, grissini, ecc.), si alza il tasso di glucosio (aumenta la glicemia) nel sangue e l’organismo libera oltre all’insulina, come abbiamo visto, l’I.G.F. una molecola con proprietà che stimolano la crescita cellulare.
In parole povere lo zucchero è la benzina dei tumori.

Caffè à La caffeina è lo stimolante naturale più diffuso e si trova in molte piante.
Il caffè sarebbe stato scoperto dai nomadi etiopi che avevano notato come i propri animali domestici diventavano più vivaci dopo aver mangiato il frutto degli alberi del caffè. Quando provarono a mangiarne i semi, diventarono tutti più briosi, ma alla fine, impararono a ricavare una bevanda dai semi tostati.
All’epoca però il caffè veniva usato solo nelle cerimonie e riti religiosi. Si incontravano una notte alla settimana, bevevano grandi quantità di caffè e rimanevano svegli a pregare e salmodiare.
Il caffè è un forte stimolante: irrita le mucose dello stomaco e vescica (che secernono poi muco per difendersi), procura cattive digestioni gastrointestinali e impedisce una corretta assimilazione dei principi nutrizionali. E’ uno dei principali distruttori di batteri acidofili nell’intestino, con tutte le conseguenze del caso, e nemico numero uno per reni e fegato.
Negli Stati Uniti, dove se ne consumano grandi quantità non è un caso che le marche di antiacidi è pari a quello delle marche del caffè.
Nella nostra società la dipendenza dal caffè è fortissima: molti consumatori non riescono a pensare con chiarezza al mattino e nemmeno andare in bagno senza la dose quotidiana. Soffrono veri e propri sintomi di astinenza se smettono di prenderlo. La reazione di astinenza comincia 24-36 ore dopo l’ultimo caffè, e i sintomi sono mal di testa, nausea, irritabilità, apatia e vomito. Per fortuna i sintomi durano da 36 a 72 ore, ma scompaiono rapidamente.
Johann Sebastian Bach ne era assuefatto, non a caso magnificò la bevanda con la “Cantata del caffè”. Lo scrittore francese Honoré de Balzac, non riusciva a lavorare senza bere una specie di brodaglia densa che gli procurava dolori e crampi allo stomaco.

Thé à Il thé non è irritante quanto il caffè ma è sempre un potente stimolante.
Il suo principio attivo si chiama teofillina, e tra gli effetti nell’organismo, quando lo si beve in quantità, vi è nervosismo, agitazione e insonnia.
Essendo un eccitante, vale la stessa cosa appena vista per il caffè.

Cola à La cola è un seme o noce dell’albero della cola che contiene caffeina. Il loro gusto è molto amaro, ed è per questo che in commercio la cola viene addizionata di zucchero.
La deleteria combinazione zucchero/caffeina, nelle bibite analcoliche gassate, è particolarmente capace di dare assuefazione e questo i produttori lo sanno molto bene.
I genitori per tanto dovrebbero sapere che tali bibite sono droghe velenose capaci di influire sulla salute fisica e lo stato d’animo.

Guaranà à Il guaranà è ricavato dai semi di un arbusto della giungla brasiliana.
Contiene più caffeina del caffè e viene usata per produrre bevande gassate oppure integratori stimolanti.

Mate à In Argentina la bibita alla caffeina più diffusa è il Mate, ricavato dalle foglie dell’ilice.

Cioccolato à Una delle più note fonti di caffeina è il cioccolato, anch’esso ricavato dai semi di un albero. Il cioccolato contiene molto grasso ed è così amaro che deve essere mescolato con tanto zucchero per renderlo gradevole al palato.
Oltre alla caffeina, contiene teobromina (alcaloide), sostanza affine e con effetti eccitanti analoghi. Vale lo stesso discorso per il caffè con l’aggravante che il cioccolato ha un altro alcaloide e viene zuccherato.

Tabacco à Il tabacco è una delle piante stimolanti più potenti che si conoscano e la nicotina, il suo principio attivo, una delle droghe più tossiche in assoluto.
Un normale sigaro contiene una quantità di nicotina sufficiente a uccidere parecchie persone (il tabacco che brucia ne distrugge gran parte).
La nicotina è talmente forte e pericolosa che l’organismo umano sviluppa rapidamente una certa tolleranza per proteggersi.
Sotto forma di sigarette, il tabacco è una delle droghe che in assoluto provoca più assuefazione: è pari al crack! Sembra incredibile, ma è più difficile liberarsi dell’abitudine di fumare sigarette che smettere di assumere eroina o alcol.
Inalato a fondo, il fumo porta nicotina concentrata ai centri vitale cerebrali in pochi secondi, più velocemente di quanto impieghi l’eroina iniettata. Questo spiega perché fumare provoca un’assuefazione così rapida.
Per tutto il Novecento le autorità incoraggiavano l’uso di questa droga, con il pretesto che favoriva la concentrazione e il rilassamento.
Negli anni Cinquanta non era strano vedere i medici pubblicizzare particolari marche capaci di dare “sollievo alla gola”.
Verso la fine del secolo scorso, la posizione della società cambiò nei riguardi del tabacco.
Oggi, nonostante siano risaputi tutti i pericoli, i governi del mondo, dal commercio di questa droga tremenda ci guadagnano moltissimi miliardi ogni anno, addirittura quello degli Stati Uniti sostiene l’industria del tabacco con fondi pubblici!

SEDATIVI
A differenza degli stimolanti, i sedativi sono sostanze che abbassano il livello di energia del sistema nervoso, riducendo la sensibilità alla stimolazione esterna e a dosi elevate inducono il sonno

Alcol à L’alcol è la sostanza psicotropa più diffusa al mondo e utilizzata ogni giorno da milioni di persone. Forse è anche la più antica droga nota all’essere umano.
Una volta entrato nell’organismo, l’alcol viene assorbito con grande rapidità dall’apparato digerente, entra nel flusso sanguigno e raggiunge il cervello, dove influenza stati d’animo e comportamenti. L’organismo deve lavorare duramente per eliminare l’alcol: ne brucia una parte come combustibile (fegato) e ne espelle una immutata sotto forma di respiro (polmoni) e urine (reni). Quindi i principali organi emuntori del corpo vengono sfibrati per espellere l’alcol, ma quello che ne risente di più è il fegato che a lungo andare diventa sempre più gonfio e pieno di grasso (steatosi), perdendo molte delle sue funzioni metaboliche importantissime.
Il senso di calore prodotto dall’alcol è ingannevole: è dovuto all’aumento del flusso sanguigno verso la pelle e questo permette al calore di disperdersi nell’aria, raffreddando pericolosamente il corpo.
L’alcol, tra le altre cose, è un fortissimo diuretico: aumenta la quantità di urina, e questo è un segnale inequivocabile che si stanno sforzando le reni per espellere il veleno, facendo perdere acqua al corpo e sfibrando tali organi fondamentali. Grandi bevute possono provocare forti disidratazioni dei tessuti.
Fuori da ogni discussione che l’alcol sia la più tossica delle droghe esaminate, pur tuttavia, è la nostra stessa società ad aver fatto dell’alcol la propria droga di prima scelta, grazie anche al fatto che i governi, come nel caso del tabacco, ci guadagnano cifre spropositate.
Nessuno ha interesse ad educare le persone del pericolo di questi veleni tossici e pericolosi.

DELIRANTI
Il delirio è uno stato di disturbo mentale caratterizzato da confusione e disorientamento. Dosi eccessive della maggior parte delle sostanze psicotrope danno luogo a delirio in quanto tossiche per il cervello.

Solanacee à La famiglia delle piante solanacee comprende alcuni prodotti naturali molto diffusi: pomodori, peperoni, peperoncini, melanzane e patate. Ne fanno parte anche piante tossiche come il tabacco, e alcune piante magico-velenose come il giusquiamo, mandragola, stramonio e belladonna.
Le solanacee hanno un aspetto spaventoso: sono piante rigogliose, pelose con odori strani e fiori molto singolari.
Tutte le parti di queste piante contengono scopolamina, una droga che provoca delirio e che è fortemente velenosa. La concentrazione più alta è nei semi, mentre le radici ne hanno meno, per cui sono le più sicure da consumare. Comunque sia, radici, semi, foglie e fiori possono essere mangiati, fumati, messi in infusione per ricavarne delle tisane allucinogene.
Gli effetti mentali indotti sono: irrequietezza, disorientamento e delirio, comprese allucinazioni anche intense e vivide.
La capacità della scopolamina di scollegare, chi le assume, dalla realtà ordinaria, spiega la loro diffusione in alcuni ambienti poco raccomandabili…
La farmacologia utilizza ancora oggi la scopolamina come farmaco: è venduta come sonnifero da banco o sottoforma di compresse per il raffreddore e allergie, per asciugare il naso che cola.
Attenzione con questo non si vuole affermare che è pericoloso mangiare patate o pomodori o melanzane! Questi frutti della terra, se mangiati nelle corrette combinazioni e sequenze apportano principi nutrizionali importanti. Le patate, in particolar modo (gli amidi più veloci da digerire), andrebbero cotte al forno con la buccia e mangiate da sole assieme a verdure crude. Si sconsiglia il loro abbinamento con cereali e/o proteine animali!

Noce moscata à La noce moscata è il seme, ricoperto da un involucro esterno detto macis, di una pianta tropicale. Contiene una droga detta miristicina che nell’organismo può essere trasformata in uno degli allucinogeni analoghi alle anfetamine.
Sia la noce moscata sia il macis, sono infatti utilizzati da tempo come sostanze psicotrope.

FARMACI DA BANCO
Dopo aver elencato le sostanze chimiche naturali, contenute in alcuni alimenti e/o piante, che vanno ad interagire con il SNC, è doveroso aggiungere un capitolo sui farmaci da banco.
Moltissimi prodotti in vendita, considerati innocui anche dagli stessi medici prescriventi, e usati da milioni di persone ogni giorno per svariati problemi di salute, interagiscono pericolosamente con il nostro SNC. Sono informazioni utili da sapere, per evitare gratuiti squilibri mentali, soprattutto nel caso di bambini.

Antistaminici à Le allergie sono in costante aumento nella nostra società e non a caso gli antistaminici sono tra i farmaci più consumati in assoluto.
Quello che però c’interessa è che stranamente il nostro SNC è molto sensibile a questi farmaci.
Alcune reazioni allergiche sono mediate da una sostanza endogena, cioè prodotta dal corpo, ce si chiama istamina.
I farmaci, nel tentativo di eliminare i sintomi delle allergie, bloccano l’azione della istamina, cioè bloccano il lavoro importante che sta compiendo la Natura. Ecco perché con gli antistaminici non si curerà mai nessuna allergia!
In compenso, gli antistaminici provocano delle profonde alterazioni dello stato d’animo, rendono depressi, acidi, apatici e incapaci di ragionare in modo chiaro. Offuscano il pensiero.
Sono sostanze psicotrope!
Questo è il motivo per cui alcuni antistaminici, come per esempio la Piribenzamina, vengono utilizzati da tossicodipendenti per sballarsi.
Viene venduto anche il Nopron, detto “sciroppo della mamma manager”, e dato da pediatri inconsapevoli per far dormire bambini piccolissimi.
L’uso di questa droga (ipnotico) è molto diffusa nei bambini piccoli che piangono di notte e/o che piangono dopo, per esempio, la poppata di latte vaccino. Il latte vaccino è una delle sostanze più intolleranti che esistano, e i piccini, spesso e volentieri, piangono proprio per l’azione tossica che ha a livello intestinale.
Noi adulti cosa facciamo? Li droghiamo con un ipnotico, con tutti le conseguenze e i danni che possiamo solo lontanamente immaginare.

Cortisonici, corticosteroidi à Le ghiandole surrenali, oltre all’adrenalina scernono dei corticosteroidi (cortisone e affini).
Sono universalmente usati per ridurre le infiammazioni, le reazioni allergiche e le eruzioni cutanee.
Come ogni farmaco, anche i cortisonici, anche a dosi modeste, possono sconvolgere in modo drastico l’equilibrio chimico dell’organismo e dare luogo a tossicità, fino al decesso.
Arrestano la produzione da parte del corpo di steroidi naturali, e le conseguenze possono essere: aumento di suscettibilità, stress e infezione.
Questi farmaci, inoltre, possono dar luogo a euforia estrema, simile alla psicosi maniaco-depressiva, e un loro uso prolungato può trasformare tale euforia in profonda depressione.
Gli steroidi possono rendere psicotici alcuni individui e fare venire manie suicide.

Sciroppi per la tosse à Alcuni sciroppi per la tosse non contengono alcuna sostanza psicotropa, altri invece noti sedativi come alcol e cloroformio, stimolanti come pseudoefedrina, antistaminici o derivati oppiacei.
Il principale sedativo da banco per la tosse contiene destrometorfano, un parente della codeina che calma il nucleo della tosse, senza andare a curare l’origine della stessa.
I consumatori drogati, ne assumono grandi quantità per ottenere uno stato da zombie chiamato dexing o robotripping.

Broncodilatatori à Sono farmaci che aprono le vie aeree nell’apparato respiratorio e agiscono stimolando il sistema nervoso simpatico, che regola le pareti muscolari dei tubi bronchiali. La conseguenza, oltre all’effetto voluto, è che provocano eccitazione, irrequietezza, ansia e insonnia.
Creano molta dipendenza, quando l’effetto di una dose svanisce, la costrizione bronchiale aumenta rendendo necessarie altre dosi, e via così in un circolo deleterio.
Uno dei farmaci più ampiamente prescritto, la teofillina, viene tenuto sotto attento esame come possibile causa di comportamenti violenti e singolari. La teofillina è il principio attivo del thé ed è un parente stretto della caffeina.

Decongestionali nasali à Uno degli effetti degli stimolanti è quello di contrarre i vasi sanguigni nel naso e nei seni. Tale costrizione restringe i tessuti, consentendo all’aria di passare meglio.
Tale effetto è ovviamente momentaneo, e quando svanisce viene seguito da una reazione opposta detta “rimbalzo”, nella quale i seni sono più chiusi di prima. Il meccanismo di forte dipendenza dipende dalla natura temporanea del sollievo che danno, se si continua ad usarli per far fronte al “ribalzo” che segue alla dose iniziale, in breve non si riuscirà più a respirare senza.
Nel mercato sono disponibili forme decongestionanti orali contenenti la pseudoefedrina, parente stretto della efedrina stimolante.

LEGGI DELLA VITA
Esistono alcune leggi immutabili in Natura che scandiscono la nostra esistenza.
Nel nostro caso due sono le Leggi che interessano.
La “Legge della Forza”, afferma che tutta “la Forza usata, e quindi consumata, in ogni azione vitale o medica, è la Forza Vitale, e cioè, quella che proviene dall’interno dell’organismo e non dall’esterno”.
La “Legge del Doppio Effetto”, afferma invece che “l’effetto secondario sull’organismo vivente di qualsiasi atto, abitudine, indulgenza o agente, è l’esatto contrario del primo effetto”.
Cosa significano queste fondamentali Leggi?
Da una parte si stabilisce che è la Forza Vitale organica ad agire e produrre l’Azione, dall’altra che l’effetto secondario di ogni sostanza è contrario al primo.
Quindi quando assumiamo sostanze tossiche-velenose come caffè, thè, cioccolata, zucchero o altre droghe come fumo o farmaci, l’effetto immediato è l’eccitazione del sistema.
Questa eccitazione però non è dovuta alla droga in sé (caffeina, nicotina, teofillina, teobromina, ecc.), ma all’Energia o Forza Vitale che viene sequestrata dal corpo per espellere la tossina velenosa.
Dopodiché si manifesta l’effetto secondario che è esattamente contrario: tutto il sistema prima eccitato, energico, si svuota e scarica.
A lungo andare, questo assurdo modus vivendi antinaturale, debilita fisicamente e psichicamente l’uomo di energia vitale.

Siamo drogati e non lo sappiamo
All’appello mancano moltissime altre sostanze con effetti diretti sul SNC, ma certamente il materiale trattato è sufficiente per affermare che oggi una persona “normale”, con uno stile di vita “normale”, è un drogato!
Ricordiamo che l’abuso di droga non è il consumo di una sostanza non accettata o illegale: drogarsi significa assumere qualunque sostanza che danneggia la salute fisica e/o mentale.
Far crescere bambini con alimenti putrefattivi come le proteine animali, alimenti mortiferi come bevande gassate e alcoliche (eccito-deprimenti), zuccheri e cereali raffinati (eccito-deprimenti), caffè, thé (eccito-deprimenti), significa sviluppare adulti corrotti, drogati, dipendenti e soprattutto privi di energia vitale. Quindi predisposti alle malattie e al controllo mentale!
Tutto questo ovviamente fa comodo al Sistema, a cui non dispiace aver a che fare con persone non libere e manipolabili.
Quindi non dobbiamo scandalizzarci se oggi i giovani abusano di alcol o altre sostanze deleterie per il corpo e la mente: noi adulti li abbiamo svezzati e fatti crescere con droghe non meno tossiche e pericolose per la salute!

di Marcello Pamio

24 maggio 2010

Colazione la mattina ?



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Nessun animale mangia se non ha fame nè beve senza avere sete.

Il consiglio abbastanza diffuso tra i nutrizionisti di fare un'abbondate colazione prima di recarsi al lavoro è, a mio avviso, come voler aggiungere carburante nel serbatoio ancora pieno di un'automobile prima di mettersi in viaggio.

Nel rispetto delle esigenze nutrizionali e metaboliche del nostro organismo, come succede per tutti gli altri animali, dovremmo invece nutrirci solo quando sentiamo l'esigenza di farlo, non a cadenze stabilite. Molto difficilmente si ha vera fame la mattina appena svegli perché l'organismo rispetta le fasi fisiologiche circadiane della nutrizione: dalle ore 12,00 alle 20,00 fase introduttiva, dalle ore 20,00 alle 4,00 fase assimilativa e dalle 4,00 alle 12,00 fase eliminativa. Quindi mangiare la mattina presto significa, nella stragrande maggioranza dei casi, mangiare senza fame e quindi forzare il nostro organismo a compiere un lavoro aggiuntivo mentre è impegnato in una fase diversa da quella introduttiva con conseguente dispendio di energie vitali.

L'usanza a consumare tre pasti al giorno è abbastanza recente. Nell'antichità nessuno usava consumare colazione, pranzo e cena. Nel periodo di massimo potere, greci e romani mangiavano una volta la giorno, la sera: avevano una salute di ferro e corpi molto atletici. Le loro armate erano le più forti. Marciavano per settimane senza fatica con enormi pesi sulle spalle. Tra l'altro, di tanto in tanto digiunavano. La loro decadenza fu dovuta in gran parte alle loro orge alimentari alle quali si abbandonarono quando ebbero sottomesso altri popoli.

Erotodo dice che i Persi, sotto il generale Serse, consumavano un solo pasto al giorno. Anche gli ebrei, da Mosè a Gesù, mangiavano una volta al giorno. Le Sacre Scritture addirittura mettevano in guardia le popolazioni che mangiavano al mattino. Pare che gli inglesi abbiano adottato l'uso dei tre pasti giornalieri soltanto sotto il regno di Elisabetta, mentre prima non facevano la colazione al mattino.

Il tempo medio di svuotamento completo dell'intestino a seconda della dieta va da 35ore (africani, indigeni) a 90 ore (inglesi, americani), e siccome il lavoro fisico o mentale intenso ostacola la digestione, la rallenta o addirittura la arresta del tutto, (affinché un cibo apporti energia deve essere digerito e assorbito), ne consegue che la prima colazione al mattino non può fornire l'energia necessaria per la giornata, anzi, l'impegno della digestione sottrae energia e capacità lavorativa all'organismo. Infatti, durante la digestione i vasi sanguigni della digestione richiedono un afflusso maggiore di sangue, ne consegue che i vasi sanguigni delle altre parti del corpo si contraggono per compensare la dilatazione. Però se contemporaneamente lavorano il cervello e i muscoli anche questi richiedono sangue, con il conseguente rallentamento della digestione. Un apporto maggiore di sangue non può affluire contemporaneamente in tutte le parti del corpo: se una parte ne ha di più un'altra ne ha di meno. In sostanza, il corpo non può compiere bene due lavori nello stesso tempo: o lavora o digerisce. Gli animali in natura non vanno a caccia dopo aver mangiato, ma si riposano o addirittura dormono.

Per tanto, se non si ha fame al mattino il consiglio è di:

- non fare colazione, falla il più tardi possibile o al limite mangia solo frutta fresca la quale non assorbe in alcun modo energia all'organismo e al contrario di quanto si crede, basta annullare la colazione la mattina per rendersi conto della carica di energia, forza e vigore di cui è capace il nostro organismo;

- consuma il pasto più importante della giornata non prima di mezzogiorno e non cenare dopo le 20,00;

- riposati dopo aver mangiato; durante il riposo infatti il sangue affluisce al cervello in modo ridotto di conseguenza una maggiore quantità viene utilizzata per la digestione così la digestione può avvenire senza intralci, anche perché durante il riposo, o il sonno, non si è turbati da preoccupazioni ansie, emozioni che rallentano la digestione. Inoltre, il pranzo deve essere leggero se la cena è stata consistente.

- Chi è abituato a fare una ricca colazione la mattina a base di carboidrati e zuccheri industriali, saltare di colpo la prima colazione probabilmente gli darebbe sensazione di stanchezza fisica o mentale, perché tali sostanze causano dipendenza finché l'organismo non è disintossicato.

In sostanza, tre pasti al giorno, il mangiare in fretta, combinare male gli alimenti, il mangiare cibi industriali (cosiddetti cibi spazzatura), cibi uccisi con il fuoco, cibi incompatibili con la nostra natura... troppo spesso sono causa di sofferenze e invecchiamento precoce.
di Franco Libero Manco

15 aprile 2010

Il cibo spazzatura crea una dipendenza simile a quella da nicotina e droga


Hamburger, patatine fritte, merendine dolci, ossia il cibo-spazzatura, crea
una dipendenza simile a quella da nicotina e droga.

È quanto ha scoperto un'équipe di ricercatori Usa che ha rivelato su 'Nature
Neuroscience' i meccanismi che danno vita al vincolo e a vere e proprie
crisi di astinenza quando si cerca di smettere di mangiare i piatti più
saporiti ma meno salutari.

Gli autori della ricerca, Paul Johnson e Paul Kenny, dell'Istituto Scripps a
Jupiter in Florida, lo hanno dimostrato trasformando ratti di laboratorio in
consumatori compulsivi di cibi-spazzatura. Hanno osservato così che, come
nella dipendenza da fumo e droga, anche in quella dal cibo-spazzatura si
indebolisce l'attivazione dei circuiti cerebrali della ricompensa, che in
condizioni normali scattano immediatamente quando si vive un'esperienza
piacevole. Alle cavie sono state date bacon, salsicce, dolci e cioccolato.

Gli animali hanno così gradito il nuovo cibo che sono rapidamente
ingrassati. In poco tempo è precipitata la loro sensibilità alla ricompensa,
proprio come avviene in chi è dipendente da droghe. I ricercatori hanno
anche appurato che nei ratti come nell'uomo, la dipendenza impedisce di
interrompere l'assunzione di una sostanza anche quando è chiaro che questa è
pericolosa per la salute.

Hanno così associato il consumo dei cibi ipercalorici alla comparsa di un
segnale luminoso e a un dolore ad una zampa: non appena si accendeva la luce
i ratti normali rinunciavano volentieri allo stuzzichino pur di non provare
dolore, mentre i ratti obesi e dipendenti continuavano a mangiare.

Io lo sostengo da anni, senza essere un ricercatore incamiciato di bianco e senza la necessità di dover chiudere in gabbia alcun topolino...

La pizza, le patatine fritte, i dolcini, la coca cola sono tutte, a mio avviso, delle droghe. Cibo che toglie la fame (per qualche istante) ma che non nutre e mai potrà nutrire. Non riconosciuto dal corpo che non lo assimila, lo deposita facendo aumentare di volume il drogato inconsapevole di turno. Fermenta al nostro interno, inacidisce e con questi processi inacidisce anche il mal capitato (ovverro il 90 % della popolazione occidentale) . La pelle invecchia, gli organi si contorgono, le vene si ostruiscono, il sangue è carente di ossigeno, il fiato si fa corto prima e inesistente poi, si muore ogni giorno di un lento suicidio autoindotto, il "lento suicidio del coglione".
Fonte: salute.agi.it

07 febbraio 2010

Meno rughe con qualche kilo in più


Sopra i 50, qualche chilo in più fa sentire più giovani. La sensazione di essere in sovrappeso ha senz'altro conseguenze nefaste sul nostro equilibrio psicofisico, ma aiuta a conservare la freschezza della pelle.
Lo sostengono alcuni ricercatori della Case Western Reserve School of Medicine di Cleveland negli Stati Uniti, secondo i quali appunto “essere leggermente sovrappeso aiuta a mascherare la presenza delle rughe, conferendo un aspetto più giovane. Questo potrebbe spiegare il segreto dell'aspetto giovanile di molte celebrità al di sopra dei 50 anni”.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Archives of Dermatology, ha preso in esame gli effetti dell'invecchiamento su 65 coppie di gemelli, analizzando una serie di aspetti dello stile di vita dei volontari per riuscire a determinare una divisione delle responsabilità di ogni fattore. In primo luogo, i ricercatori hanno voluto sottolineare l'importanza di certe abitudini nella progressiva perdita di un aspetto giovanile.
Spiega la dott.ssa Kathryn Martires, che ha coordinato la ricerca: “anche se la maggior parte delle cause è genetica, tuttavia oltre il 40 per cento dei fattori è determinato dall'ambiente e dallo stile di vita, come ad esempio la troppa esposizione al sole o il fumo di sigaretta. Le relazioni tra fumo, aumento di peso, uso delle creme solare, cancro della pelle e foto-danneggiamento indicano che questi fattori sono collegati all'invecchiamento cutaneo indipendentemente dai fattori genetici. Per proteggere la pelle si può quindi iniziare a ridurre i comportamenti a rischio”.
I ricercatori hanno però scoperto che l'aumento di peso costituisce un fattore negativo soltanto fino ad una certa età, i 50 anni appunto, superata la quale qualche chilo in più riuscirebbe a mascherare meglio la presenza di imperfezioni dell'epidermide: “confrontando l'aspetto dei gemelli, abbiamo scoperto che normalmente i chili di troppo li rendono più vecchi. Tuttavia, superati i 50 anni di età, l'effetto del grasso in più cambiava, e dava un aspetto più giovane. Nonostante il grasso in eccesso aumenti in realtà la suscettibilità ai danni della pelle, l'effetto di appiattimento delle rughe maschera i segni dell'età”.
Il risultato più importante dello studio è costituito comunque dalla convinzione dei medici che quasi la metà delle rughe possano essere scongiurate da uno stile di vita più attento.

05 gennaio 2010

Auguri di buon Anno

24 ottobre 2009

No ai cibi stracotti perchè perdono le loro virtù

Esistono alcuni semplici accorgimenti per sfruttare al meglio le sostanze presenti negli alimenti, in particolare in quelli vegetali. Intanto dovrebbero essere introdotti nella dieta gradualmente e in quantità sempre più sostenute, in modo tale che l’organismo si abitui ad assimilarli. E, come regola generale, vanno poco cotti: solo in questo modo non si distruggono le vitamine e gli enzimi che rinforzano il sistema immunitario, né si compromettono i sapori. Evitando così di esagerare con i condimenti.
Si consiglia di consumare 6 porzioni al giorno di verdura e frutta: tradotto in grammi, significa 250 g di verdure e ortaggi da cuocere, 100 g di insalate con ortaggi freschi, un frutto grande (arancia o mela) oppure 100 g di frutti medi o piccoli (prugne, ciliegie, fragole).E’ possibile raddoppiare le porzioni per esempio mangiando 2 arance o consumando carote o frutta per spuntino, anziché merendine, crackers o caramelle.
Per coprire le 3-4 porzioni prescritte di legumi e cereali, si può scegliere per esempio tra 60 g di pane integrale, 40 g di fiocchi d’avena, 80 g di pasta o riso integrale, 60 g di polenta di semola, 100 g di chicchi di mais freschi, 100-120 g di legumi freschi o surgelati, 35-50 g se secchi.
Spesso per motivi di lavoro si è obbligati a mangiare in mense aziendali, bar e ristoranti dove è molto difficile trovare i cibi proposti dalla nostra dieta.
In mensa conviene scegliere un primo di legumi e un’insalata mista con rucola, pane integrale e frutta fresca.
Al bar ordinate il panino più integrale pregando di farcirlo con pomodoro rosso, una fettina di cipolla e magari una striscia di doppio concentrato di pomodoro. Come bevanda una spremuta fresca di arancia.
A casa bisogna mangiare il più crudo possibile, perché per effetto del calore si perde la vitamina C. Il betacarotene ( presente nelle verdure verdi e arancio) resiste alle brevi cotture al vapore, la carota si gusta cruda. Invece il licopene del pomodoro resiste anche alla cottura, gli anticancro di cereali e legumi non temono il calore.

Articolo a cura della dietista
Mariagnese Torrisi

02 settembre 2009

Un po' d'affetto per soli 20 dollari




SE al mattino appena svegli desiderate che qualcuno vi abbracci ma l'unico calore che ricevete è quello della tazzina del caffè, probabilmente siete in crisi d'astinenza da coccole. Per aiutare i disperati che si trovano in questa situazione due professionisti di New York hanno inventato i "Cuddle Parties" ("feste a base di coccole"), incontri totalmente platonici durante i quali i partecipanti danno e ricevono carezze e baci senza alcun tornaconto sessuale.

Una overdose di tenerezza, ma previo pagamento: partecipare costa tra i 20 e i 40 dollari, pedaggio che in tempi di crisi dovrebbe incoraggiare a cercare un partner fisso con il quale scambiare carezze gratuite a volontà. Ma a New York è forse più facile tirare fuori la carta di credito che un sorriso e lo dimostra il fatto che dal debutto, circa un anno fa, l'iniziativa ha raccolto oltre 700 partecipanti.

L'ondata di "tenerezza a pagamento" si è spostata verso la costa californiana, contagiando gli Stati Uniti da est a ovest con la chimera delle coccole su ordinazione. "E' un'idea carina ma nasconde un sistema fuorviante - spiega la sessuologa Francesca Romana Tiberi - e può avere solo un effetto placebo. Il sollievo è transitorio, un po' come se si prendesse un ansiolitico, e una volta passato il momento ci si sente ancora più soli. Come quando qualcuno paga una prostituta ma le chiede solo di chiacchierare".

Ad ogni incontro partecipano in media una dozzina di persone in pigiama e qualunque tipo di approccio sessuale è proibito, pena l'espulsione istantanea. L'idea di organizzare a New York il primo "Cuddle Party" è venuta a Reid Mihalko e Marcia Baczynski, "sex coach" di 37 anni lui, consulente di coppia 27enne lei: dopo aver osservato le lacrime liberatorie di una cliente che aveva appena ricevuto un massaggio, Reid ha pensato che forse era giunto il momento di vendere, ai cittadini della metropoli con il più alto tasso di solitudine al mondo, anche un po' di contatto fisico.

"Il nostro obiettivo - spiega Marcia - è quello di creare un ambiente rilassato e divertente. Alle nostre feste nessuno si droga, nessuno si spoglia, tutti chiedono il permesso prima di fare una carezza. Ci sono regole precise da rispettare ed è questo che mette tutti a loro agio". Tra le regole d'oro c'è per fortuna anche quella di farsi, prima, una doccia, evitando gli incontri quando non ci si sente in forma smagliante.

Il sito Cuddleparty mostra foto di giovani sorridenti e affettuosi intenti a tenersi per mano e a scambiarsi baci sulle guance. E qualcuno sta già segnando in agenda i prossimi incontri: dal 23 al 25 ottobre a New York, dal 13 al 15 novembre a Seattle, dal 22 al 24 gennaio ad Atlanta e dal 26 al 28 febbraio ad Oakland, in California.
di SARA FICOCELLI