13 settembre 2006

Enti ecclesiali evasione per 6 miliardi l'anno


Compagno" Piero Fassino, prima di mettere le mani sulle nostre pensioni (e nelle nostre tasche) mettitele sulla tua coscienza sociale (se ne hai una). P.S. la tua moralizzazione della politica è affidare l'incarico di sottosegretario alle finanze al "pregiudicato" Vincenzo Visco? Recuperando i 6 miliardi di evasione fiscale del clero la manovra scende a 24 miliardi.

Enti ecclesiali evasione per 6 miliardi l'anno

Sconto del 50% dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche, esenzione dall’Iva, esenzione dall’imposta sui terreni e - nonostante le promesse fatte in campagna elettorale dal premier, Romano Prodi - esenzione dall’imposta comunale sugli immobili (la famigerata Ici). Non si tratta di un’anticipo delle promesse della nuova campagna elettorale di Silvio Berlusconi, ma sono solo alcune delle gentili concessioni fiscali che lo stato italiano riconosce agli enti ecclesiastici, i quali otterrebbero grazie a ciò benefici per almeno 6 miliardi di euro annui.

Dallo studio effettuato dall’Ares (agenzia ricerca economica e sociale) intitolato «Enti ecclesiastici: le cifre dell’evasione fiscale» emerge infatti che se le attività commerciali possedute e gestite dalla chiesa fossero sottoposte allo stesso regime di tassazione di quelle gestite dai comuni mortali, il 20% del fabbisogno per la prossima finanziaria sarebbe già nelle casse dell’erario. La norma che rende possibile questa inspiegabile e intollerabile disparità di trattamento è contenuta nella legge 121/85 che considera «non commerciali» - quindi meritevoli di una tassazione soft - gli enti ecclesiastici con strutture dedicate al culto o ad attività religiose. In Italia la santa sede e gli enti ecclesiastici possederebbero non meno di 90mila immobili, anche se un censimento preciso non è mai stato fatto e molti di questi non figurano nel catasto.

Un patrimonio valutabile nella stratosferica cifra di 30 miliardi di euro, che viene utilizzato per ospitare chiese e parrocchie, ma anche veri e propri esercizi commerciali. Non solo strutture ricettive di ogni genere - da alberghi a case di cura - ma anche negozi, appartamenti e interi stabili «di pregio» destinati all’uso commerciale. […] Per di più la classe politica italiana non ha mai esitato a schierarsi dalla parte del Vaticano quando qualcuno ha cercato di limitarne i privilegi: nel 2005 il governo Berlusconi decideva di stanziare 25 milioni di euro nella finanziaria per saldare il debito che la santa sede aveva nei confronti dell’Acea (società che fornisce acqua potabile e gestione delle acque reflue). Ma l’ultimo intervento «provvidenziale» in favore del Vaticano è arrivato da parte del governo di centrosinistra di Romano Prodi.

Dopo aver dichiarato guerra al regime di esenzione totale dall’Ici - favorito dal governo precedente - per i beni immobili della chiesa, l’esecutivo di centrosinistra è riuscito ad approvare un inutile decreto legge che non ha cambiato di una virgola la situazione precedente. Nel decreto si legge infatti che «l’esenzione si applica solo nel caso in cui nei locali degli enti le attività svolte non abbiano natura esclusivamente commerciale». Grazie a quella parolina «esclusivamente» l’esenzione viene mantenuta per quasi tutti gli enti, e le casse dei comuni continuano a restare vuote. Basta infatti che una clinica privata (o un albergo) di proprietà ecclesiastica riservi una struttura alle funzioni religiose per neutralizzare l’«esclusività commerciale» ed evitare il pagamento dell’Ici.

09 settembre 2006

I falsi problemi


Dilagano, soprattutto nell’Impero di USAtana, i sistemi di riconoscimento personale attraverso microprocessori sottocutanei, apparecchiature per la lettura dell’iride e marchingegni diabolici simili: sono strumenti atti a controllare le persone, ma diffusi con il pretesto di rendere certe operazioni più semplici e rapide, come l’acquisto di prodotti, il consumo di pasti nelle mense, le diagnosi sanitarie e la conseguente somministrazione di farmaci…

Nel Brutto paese molti istituti scolastici hanno introdotto un metodo di verifica di assenze e ritardi degli allievi, tramite l’invio di messaggi telefonici ai genitori di studenti non puntuali o che marinano la scuola. L’iniziativa è quanto di più abominevole e mostruoso mente “umana” possa concepire, nell’ambito di una società sempre più orwelliana. I genitori che sanno educare i loro figli insegnano loro a rispettare le norme sensate e talvolta anche a trasgredire. La legge è fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge. Non è poi un così grave misfatto marinare una tantum la scuola: da certe esperienze s’impara sempre qualcosa. Sempre meglio una mattinata trascorsa sul lungomare, gettando uno sguardo alla spiaggia deserta nella stagione invernale, che seguire un’ora di lezione in cui tentano di convincerti che le scie chimiche sono normali scie di condensazione o anche ad ascoltare il docente di religioprigione cattolica il quale ti inculca l’aberrante bipensiero, raccontando la fiaba con protagonista tale uomo-dio (sic) nato contemporaneamente a Betlemme ed a Nazareth.

I genitori dovrebbero imparare ad amare veramente i figli, capendo, come dice Gibran, che i loro figli non sono i loro figli.
Certe madri, invece, di far uscire bambini e ragazzi imbacuccati, per timore del nemico numero uno, il freddo, dovrebbero chiedersi perché gli adolescenti di oggi sono quasi sempre malati: ogni tanto queste donne apprensive ed iperprotettive dovrebbero guardare il cielo e, resesi conto di quanti e quali letiferi veleni sono sparsi dai velivoli impegnati nell’operazione “scie mortali”, decidersi una buona volta a protestare e ad agire contro il genocidio occulto. Altro che SMS per accertare la presenza degli studenti a scuola, altro che la patetica educazione alla “salute”, altro che i consigli ipocriti e paternalistici del ministro delle patologie!

Che almeno il corpo sia sano, visto che ormai la mente, grazie a questi scellerati al potere, è del tutto insana.
Fate il test su genitori e figli test

08 settembre 2006

Come perdere la casa pagandola

Storia di Giuseppe che rischia di perdere la casa per un meccanismo infernale dichiarato illegittimo dalla Consulta. Celeste Nardini: «Presto un disegno di legge»

Perderà la sua casa perché non riesce ad estinguere il mutuo. Pochi mesi e poi Giuseppe Pellegrino, la moglie e figli diventeranno dei senza tetto: la banca venderà il loro appartamento.

Giuseppe, dipendente alle Poste di Bari, nel 1992 ha chiesto un mutuo alla Cariplo, a tasso variabile, di 95 milioni di vecchie lire. Dopo sette anni perde il lavoro e salta il pagamento di alcune rate. Scattano gli interessi moratori. Nel 2000 viene riassunto ma ormai non riesce più a rimettersi in pari con la banca. Gli interessi continuano ad aumentare e quando lui riesce a versare dei soldi questi bastano solo a pagare la morosità. Dal debito iniziale di 50mila euro ora ne deve 120mila.

Giuseppe è vittima di un infernale meccanismo chiamato anatocismo che è stato dichiarato incostituzionale ma che viene ancora praticato da diversi istituti di credito. «Io pagavo - racconta Giuseppe - ma invece di estinguere il mutuo saldavo la mora sugli interessi. La mia pratica è passata dalla Cariplo a Banca Intesa e da questa alla Castello Gestione Crediti. Nel corso degli anni ho versato circa 35mila euro, cioè più di quello che avevo chiesto originariamente, ma sono ancora lontano dalla cifra che pretendono da me per lasciarmi la casa».
Giuseppe è l’unico a lavorare in famiglia. La moglie è disoccupata e i tre figli sono studenti. Guadagna mille euro al mese: come potrebbe pagare un affitto? «Con il mio legale - continua il suo racconto - abbiamo fatto una proposta di transazione alla banca. Potrei pagare 60mila euro: hanno rifiutato la nostra offerta».

Un gruppo di senatori del Prc (Nardini, Tecce, Albonetti e Alfonsi) ha presentato un ordine del giorno, passato in commissione bilancio, al decreto Bersani che intanto stabilisca una moratoria di sei mesi per sospendere le esecuzioni promosse per crediti non depurati dall’anatocismo, per rinnovare gli atti di precetto sulla base di nuovi conteggi, così che il debitore possa pagare importi legittimamente calcolati e pretesi e non quelli vessatori ed estorsivi voluti dalle banche e dai loro concessionari.
«Finché le banche continueranno a caricare sul debitore interessi moratori del tutto fuori controllo - afferma la senatrice Maria Celeste Nardini - tante altre persone si ritroveranno nella stessa situazione di Giuseppe. E’ un meccanismo infernale che va bloccato anche perché la Corte Costituzionale ne ha stabilito la illegittimità. Si deve procedere al più presto con un disegno di legge apposito in materia di mutui, casa e prestiti. Deve essere impossibile per le banche esigere somme doppie o triple del debito iniziale comprensivo degli interessi già maturati e pagati, caricando sul debitore interessi di mora inconcepibili. Inoltre si deve scoraggiare la cessione dei pacchetti di debito da un istituto all’altro, a meno che non ci sia la condizione dello stesso indice di deprezzamento sul debito. Le leggi vigenti favoriscono solo le banche. Occorre impedire che si possano iscrivere ipoteche per valori superiori alla somma mutuata».
Proprio per chi si rispecchia in questa vicenda Pellegrino annuncia una sua iniziativa. «Con mia moglie - spiega - aprirò un sito internet e una mailing list per riunire quanti hanno subìto o stanno subendo vessazioni simili alla mia: ci sono centinaia di casi come questo in Italia. Ma io non ho intenzione di mollare».

05 settembre 2006

Bolla o non bolla immobiliare?


Da alcuni giorni sono disponibili dati incontrovertibili sul crollo del settore immobiliare USA

una bolla che ha tenuto in piedi l’economia americana e il sistema finanziario globale dopo il crollo della bolla precedente, quella della New Economy, all’inizio del nuovo millennio.

Qualche indicazione:
* Gli espropri delle abitazioni a luglio sono aumentati del 18% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e del 5% rispetto al mese precedente. Lo stato più colpito è il Colorado, con un aumento del 55% in un anno. I “grandi sei” colpiti dagli espropri sono Texas, Florida, California, Michigan, Ohio, e Illinois che complessivamente contano più della metà degli espropri nel paese.
Il termine "esproprio" é tradotto letteralmente dall'inglese. La procedura si completa in genere con l'acquisizione dell'immobile "espropriato" da parte del creditore. La traduzione, riferita alla realtà italiana, indica l'azione giudiziaria che prende il nome di sequestro giudiziario a cui segue, benché dopo tempi lunghissimi, la vendita vera e propria. Negli Stati Uniti invece il procedimento richiede tempi molto più ristretti.

* La vendita di abitazioni esistenti, che comprende l’85% del mercato della casa, a luglio è scesa dell’11,2% rispetto all’anno prima, e del 4,1% rispetto al mese precedente.
L’associazione degli immobiliaristi, la National Association of Realtors, ha riferito il 23 agosto che il prezzo medio dell’abitazione è sceso del 18% nel West, del 12,5% nel Nordest e del 10,1% nel Midwest.

* Nella Greater Washington le vendite di abitazioni sono crollate del 31% a luglio rispetto all’anno precedente, con punte del 42% nella contea di Loudoun e del 50% nella contea di Prince William. In un anno l’invenduto nella Virginia settentrionale è aumentato del 147% e il prezzo medio è sceso del 3,9%, dal luglio 2005, come ha riferito il Wall Street Journal del 23 agosto.

* I nuovi cantieri dell’edilizia abitativa, nello stesso arco annuale luglio/luglio, sono diminuiti del 18,9% nel Nordest, del 16,6% nel Midwest, del 13,9% nel West, e del 10,7% nel Sud, secondo i dati del Dipartimento del Commercio del 16 agosto. La flessione è più accentuata per le case monofamiliari: -26,3% nel Nordest, -25,8% nel West, -18,9% nel Midwest e -9,1% nel Sud.

La “Toll Brothers”, che costruisce ovunque nel paese abitazioni di lusso, ha annunciato la perdita del 48% degli ordinativi in tre mesi ed i suoi esperti temono la più grave flessione in quarant’anni. Angelo Mozilo, direttore di Countrywide, la principale finanziaria indipendente che concede mutui casa, ha dichiarato: “In 53 anni non ho mai visto un atterraggio morbido ... debbo preparare l’impresa al peggio”. Nouriel Roubini, presidente della Roubini Global Economics e professore di economia alla Stern School of Business all’Università di New York ha commentato le due precedenti dichiarazioni dicendo: “L’unica cosa che resta da discutere adesso è se la situazione del mercato casa sia il peggiore in 40 oppure in 53 anni”.

Per Roubini: “La conclusione più semplice è che si tratta della più grave flessione del settore abitativo in quattro o cinque decenni:
tutti gli indicatori evidenziano una caduta libera, adesso anche quello dei prezzi della casa.
Di per se stessa la flessione è sufficiente ad innescare una recessione negli USA: i suoi effetti su investimenti residenziali effettivi, ricchezza, consumo e occupazione saranno più gravi del crollo dei tecnologici che innescò la recessione del 2001.

E oltre al crollo immobiliare, i consumatori debbono fare i conti con il petrolio sopra i 70 dollari, l’effetto ritardato dell’aumento dei tassi Fed e dei tassi a lungo termine, la caduta dei salari reali, il risparmio negativo, l’alto tasso d’indebitamento e i costi maggiorati del servizio del debito”. Si sta dunque procedendo a tutto vapore verso “la grande recessione del 2007” e di certo le ripercussioni internazionali saranno notevoli.
Stephen Roach, primo economista di Morgan Stanley ha ribadito ciò che è ovvio: “La bolla immobiliare americana sta evidentemente scoppiando”.

03 settembre 2006

La fusione fredda: un segreto mortale


Sono passati oltre due anni dalla morte del Dr. Mallove e la fusione fredda è ancora un mistero che non e stato svelato. C'era chi stava tentando di farci conoscere o approfondire la scienza ma, è stato barbaramente ucciso. In questa una delle ultime interviste chiarisce la differenza fra fusione fredda e calda

La fusione fredda, il "miracolo o errore" come fu annunciato all'Università di Utah da Dr. Martin Fleischmann e Stanley Pons nel Marzo 1989 è lontana dall'essere morta. È viva non solo in dozzine di laboratori nei Stati Uniti, ma in numerosi centri di ricerca esteri particolarmente in Giappone. La ricerca sulla fusione fredda è ora un'attività su scala mondiale, in una dozzina di paesi.
Cos'è la "fusione fredda"?
La "fusione fredda" è un fenomeno - vero ma ancora non completamente spiegato - di produzione di energia, che avviene quando normale idrogeno e la forma speciale di idrogeno chiamato deuterio è portato assieme con metalli, come palladio, titanio, e nichelio. Di solito alcuni meccanismi scatenanti, come elettricità o energia acustica, sono necessari per provocare gli effetti della "fusione fredda". Idrogeno e deuterio sono ambedue abbondanti nella normale acqua - acqua fresca, acqua dell'oceano, ghiaccio, o neve - così il processo aiuterà a por fine a molte preoccupazioni sull'energia nel mondo, se potrà essere sviluppato commercialmente. Questo è poco ma sicuro. (La forma deuterio dell'idrogeno è presente in natura nel rapporto di uno ogni 7,000 atomi di idrogeno ed è facile da separare.)
Esistono buone fonti di informazione sulla fusione fredda?
Se vuoi leggere qualcosa sull’evoluzione di questa controversia scientifica e la incombente rivoluzione tecnologica, per favore leggi , del Dr. Eugene F. Mallove. Questo lavoro che Arthur C. Clarke ha chiamato "l'unico buon libro sull’argomento", copre i primi due anni dell'era della fusione fredda.
Cosa è la fusione "calda"?
La fusione calda è il tipo di reazione nucleare che scalda il Sole e le stelle. A temperature di milioni di gradi, i nuclei degli atomi di idrogeno possono superare la loro repulsione naturale, e congiungendosi formano nuclei di elio. Questo rilascia una energia enorme. La fusione è l'opposto di fissione, che è la liberazione di energia spezzando nuclei di uranio pesante o di plutonio.
Qual è lo stato attuale della fusione "calda"?
Il mondo scientifico ha speso più di quattro decadi e miliardi di dollari (si stima 15 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti) per investigare la possibilità di riprodurre con apparecchiature qui sulla Terra le reazioni della fusione delle stelle. Queste sono macchine complesse e grandi che contano su alti campi magnetici o potenti laser per comprimere e scaldare il combustibile di fusione – tipicamente gli isotopi di idrogeno, deuterio e trizio. Il programma per la fusione calda controllata ha fatto passi da gigante, ma tutti sono d'accordo che i dispositivi pratici non saranno disponibili prima di circa tre decenni. La fusione calda è un problema di ingegneria molto difficile. Molti tecnici - anche quelli favorevoli alla fusione calda - ritengono che l’approccio a reattore "tokamak" seguito dal Dipartimento USA per l’Energia non produrrà mai tecnologia commercialmente realizzabile. I ricercatori Americani sulla fusione calda vogliono ora costruire un grande, complesso reattore di prova chiamato ITER (Reattore Sperimentale Termonucleare Internazionale) che comincerebbe a operare nel 2005. Un impianto commerciale a fusione calda non sarebbe on-line fino almeno al 2040. Il bilancio annuale USA per la ricerca sulla fusione calda (Schneide, pagina 2/4) eccedono regolarmente 500 milioni di dollari, e il programma ora sta cercando di aumentare gli stanziamenti per l’ITER e per gli altri esperimenti.
In cosa differisce la fusione fredda dalla fusione calda?
La fusione fredda rilascia quantità enormi di energia in forma di calore, non in radiazioni come nella fusione calda. Questa energia di calore è da centinaia a migliaia di volte quella che le normali reazioni chimiche potrebbero produrre. Se la "fusione fredda" è un forma finora ignota di reazione nucleare benigna - come molti ricercatori nel campo della fusione fredda credono - c'è più energia potenziale di fusione fredda in un miglio cubico di acqua marina che in tutte le riserve di petrolio sulla terra.
La fusione fredda, contrariamente alla fusione calda, avviene in un apparato relativamente semplice, benché non ancora senza qualche difficoltà. Le reazioni di fusione fredda non sono del tutto simili alle reazioni convenzionali di fusione calda. Se lo fossero, gli sperimentatori della fusione fredda sarebbero stati uccisi da flussi massicci di radiazione di neutroni e raggi gamma. La continua meraviglia della fusione fredda è che - qualunque cosa sia - è apparentemente una reazione molto pulita che dà molto poca della comune radiazione di fissione e della reazione di fusione.
Ci sono teorie che possono spiegare la "fusione fredda"?
I ricercatori della fusione fredda hanno tentato di trovare modelli teorici per spiegare gli effetti osservati della fusione fredda – il grande rilascio di energia termica, il basso livello di fenomeni nucleari, l'assenza di massicce radiazioni dannose e di altri effetti nucleari convenzionali. Negli esperimenti di fusione fredda sono stati osservati neutroni di basso livello, trizio, elio-4 e spostamenti di isotopi metallici.
Non c'è ancora nessuna teoria singola e generalmente accettata che spieghi tutti questi fenomeni. Non c’è dubbio, comunque, che i fenomeni esistono e che saranno spiegati, ma più probabilmente fra qualche anno. È molto difficile immaginare una teoria che si accordi con tutti i dati. La spiegazione sarebbe nascosta nelle reazioni nucleari, in una esotica "super-chimica" implicante modifiche alla meccanica quantistica, o qualche cosa ancora più bizzarro (come estrarre energia dal punto-zero dello spazio a livello atomico).
Qual’è l'evidenza principale della "fusione fredda"?
L'evidenza più importante della fusione fredda è l'energia del calore in eccedenza che viene dalla speciale cella elettrochimica - molto più calore di quello prodotto dalla energia elettrica che la alimenta. Ricercatori competenti e prudenti hanno ora confermato che in condizioni corrette è possibile ottenere - oltre la potenza immessa - dal 10% a molte migliaia di volte la potenza in entrata!
Infatti, negli esperimenti riportati alla Quarta Conferenza Internazionale sulla Fusione Fredda (Dicembre, 1993), un ricercatore, il Dott. T. Mizuno dell’Università di Hokkaido, riportò un rapporto di potenza di output/input di 70'000. Qualche volta questo potenza è impulsiva, ma è apparsa anche in modo continuativo in alcuni esperimenti per centinaia di ore, e in alcuni casi per molti mesi. Quando di questa potenza si accumulano i chilowattora, la conclusione inevitabile è che viene rilasciata molta più energia di quella che qualsiasi possibile reazione chimica (come noi ordinariamente comprendiamo tali reazioni) potrebbe produrre.
E c'è di più: Nei pochi anni passati, è emersa anche una sorprendente evidenza sperimentale del fatto che negli esperimenti di fusione fredda sono stati trasmutati elementi. L’elio-4, per esempio, è stato trovato da diversi laboratori, e piccoli quantitativi di atomi di metalli radioattivi, come gli isotopi di argento e rhodio, sono apparsi negli elettrodi di palladio delle celle a fusione fredda, nelle quali nessuno di tali atomi esisteva prima che gli esperimenti cominciassero.
Come possiamo essere sicuri che le misurazioni del calore negli esperimenti di fusione fredda non siano errori?
Molti di questi esperimenti di fusione fredda differiscono significativamente l'uno dall'altro nel loro approccio e condizioni. Così non c'è possibilità che i vari laboratori stiano commettendo sistematicamente gli stessi errori in tutti questi esperimenti. L'eccesso di energia prodotta in alcuni di questi esperimenti è la prova che qualcosa di veramente straordinario e di enorme significato tecnologico potenziale è stato scoperto. Nei primi giorni della ricerca sulla fusione fredda, quando gli scienziati stavano lottando e imparando come replicare l'effetto, erano stati fatti pochi esperimenti, e molti errori. Nelle settimane che seguirono l’annuncio di Martin Fleischmann e Stanley Pons all'Università di Utah nel 1989, un gran numero di scienziati tentarono di replicare il fenomeno, e fallirono - o pensarono di aver fallito, o di fatto davvero ottennero ris}ltati positivi, ma per varie ragioni furono falsamente interpretati e i loro dati impropriamente riportati. L'esperimento è considerevolmente più complicato e più difficile da compiere rispetto a come originariamente riportato in qualche giornale scientifico o rivista popolare. I possibili mrrori di misurazione in molti esperimenti di fusione fredda sono oggi molto, molto più piccoli degli enormi effetti misurati.
Esistono altri modi di ottenere energia in eccedenza dalla "fusione fredda"?
L'esperimento originale di fusione fredda di Fleischmann e Pons è ora stato affiancato da molti altri metodi per ottenere energia in eccedenza. Questo è l’attuale (e crescente) elenco di apparenti processi di "fusione fredda" che danno energia in eccedenza:
1. Processo Originale di Pons-Fleischmann
Soluzione di acqua pesante con un elettrolita come il deuterossido di litio (LiOD), trasportato dalla corrente. La corrente è fatta circolare tra un catodo in lega di palladio e un anodo di platino.
2. Processo al Sale fuso
Processo elettrolitico in fusione ad alta temperatura che coinvolge tipicamente cloruro di litio (LiCl) e cloruro di potassio (KCl) in soluzione fusa resa satura con deuteride di litio (LiD). Gli elettrodi sono di palladio e alluminio.
3. Processo di Randell Mills
Soluzione di acqua normale con (tipicamente) potassio carbonato come elettrolita (K2C03). Elettrodi: catodo in nichelio e platino, o anche anodo in nichelio.
4. Processo di scarica in gas deuterio
Scarica elettrica a bassa tensione su vari metalli in atmosfera di gas deuterio.
5. Attivazione Ultrasonica
Usando frequenze ultrasoniche, l’energia acustica bombarda il palladio o altri metalli sommersi in acqua pesante, producendo energia in eccedenza e elio-4.
6. Ceramica conduttrice di protoni
Certi materiali ceramici come ossidi di stronzio-cerio e ossido di alluminio-lantanio, quando sono attraversati da una corrente molto bassa in un'atmosfera di gas deuterio, danno una significativa energia in eccedenza.
7. Stimolazione con campi magnetici e radiofrequenze
E’ stato verificato che la stimolazione con campi magnetici e radiofrequenza migliorano l'energia in eccedenza degli altri processi di fusione fredda citati, come la fusione fredda in cella elettrochimica.
8. Attivazione turbolenta
Un cilindro di alluminio massiccio con una serie regolare di fori sul bordo ruota molto ravvicinato ad un telaio d'acciaio. Normale acqua è pompata attraverso l'interfaccia e si riscalda di colpo vaporizzandosi. La Pompa Idrosonica (della Hydro Dynamics, Inc.) ha ora mostrato una convincente evidenza di massiccia produzione di calore in eccedenza. Apparecchiature simili sono state riportate da altri.
9. Processo di Piantelli-Habel-Focardi
Un substrato di nichelio è sottoposto ad alte temperature in un'atmosfera di idrogeno. Dettagli del processo non sono stati svelati, ma l’evidenza di una massiccia produzione di energia in eccedenza è chiara.
Quali laboratori stanno ottenendo risultati positivi?
Diverse centinaia di laboratori nel mondo hanno ottenuto risultati positivi sulla fusione fredda. Un elenco parziale che apparve in "Fire from Ice" nel 1991 è già antiquato.
Nella primavera del 1991 una confermnza nella vecchia Unione Sovietica rivelò risultati molto più positivi; alla Seconda Conferenza Annuale sulla Fusione Fredda tenuta a Como, in Italia nel Luglio 1991, è emersa una evidenza molto più positiva per la fusione fredda. Alla Terza Conferenza Internazionale sulla Fusione Fredda nell’Ottobre1992 l'evidenza fu assolutamente completa. Alla Quarta Conferenza Internazionale su Fusione Fredda (Maui, Dicembre 1993), il campo fiorì in molte nuove direzioni: nuovi metodi di generare calore in eccedenza, e nuove osservazioni - specialmente la apparente tramutazione a bassa energia di elementi pesanti. Centri di ricerca che riportano importanti risultati sulla fusione fredda includono:
Electric Power Research Institute (EPRI)/Stanford Research Institute (SRI)
Los Alamos National Laboratory
Oak Ridge National Laboratory
Naval Weapons Center at China Lake
Naval Research Laboratory
Naval Ocean Systems Center
Texas A&M University
California State Polytechnic University
ENECO, Salt Lake City
Hokkaido National University
ENEA (Italia)
Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Italia)
Osaka National University
National Institute for Fusion Science, Nagoya
Tokyo Institute of Technology
Bhabha Atomic Research Centre, Bombay, India
Technova Corporation
IMRA Corporation
NTT (Nippon Telephone and Telegraph company)
E-Quest Sciences (California)
Shell Recherche SA (Francia)
Tsinghua University (Cina)
University of Illinois at Urbana
Molti altri laboratori di ricerca privati negli USA e all'estero.
Chi sta finanziando la ricerca e lo sviluppo della fusione fredda?
Il maggiore appoggio finanziario per la ricerca sulla fusione fredda viene da queste fonti:
L'annuncio pubblico al Dicembre 1993 che ENECO, una società per azioni di Salt Lake City, aveva acquisito su scala mondiale i brevetti sulla fusione fredda concedendoli all'Università dell’Utah, è una ulteriore indicazione dei crescenti interessi costituiti sulla fusione fredda. ENECO è ora divenuto uno dei massimi finanziatori della ricerca sulla fusione fredda negli Stati Uniti e all'estero.
Ministero dell’Istruzione, Governo del Giappone. La ricerca è coordinata attraverso l'Istituto Nazionale Giapponese per la Scienza della Fusione, a Nagoya, ed è condotta nei Laboratori dell’Università Nazionale. Il Ministero dell’Istruzione investe da 15 a 20 milioni di dollari all’anno sulla fusione fredda.
Nell'Autunno di 1991, il Ministero del commercio Internazionale e dell’Industria ha organizzato un consorzio di ricerca fra le dieci miggiore società per azioni giapponesi per far avanzare la ricerca sulla fusione fredda. Prima di ciò, solo il Mini{tero dell’Istruzione era stato coinvolto in questa ricerca. Questo consorzio è chiamato "The New Hydrogen Energy Panel" (NHEP). Nella primavera del 1992, quando l’attività del Panel divenne ampiamente nota, i giornali giapponesi riportarono che cinque fra le altre maggiori società per azioni giapponesi avevano chiesto di essere incluse.
A metà del 1992, MITI annunciò un programma quadriennale da tre miliardi di Yen (24 milioni di dollari) per far avanzare la ricerca sulla fusione fredda. Questi soldi sarebbero stati suddivisi per spese speciali fra i laboratori nazionali, come viaggi e equipaggiamento addizionale, acquistati oltre i livelli discrezionali soliti. Quella somma non include il denaro - salari e altro - che viene in bilanci separati, e non comprende qualsiasi ricerca nel settore privato che noi sappiamo essere cospiqui. Infatti, i soci si sono impegnati ad offrire al fondo almeno 4 milioni di dollari, per un totale di 28 milioni. Sia il MITI che i membri del NHEP, sottolineano che questo fondo è flessibile, e può essere espanso. La attuale spesa annuale del Giappone sulla fusione fredda è stimata vicino ai 100 milioni di dollari. Questo diverrà drammaticamente evidente quando le apparecchiature tecnologiche cominceranno ad emergere.
L’Electric Power Research Institute (EPRI), di Palo Alto, CA., (braccio della ricerca dell'industria elettrica USA da 500 milioni di dollari annui) aveva speso alla fine del 1991 6 milioni di dollari sulla fusione fredda, e aveva investito al Gennaio 1992 12 milioni di dollari. Il programma di EPRI continua a spendere diversi milioni di dollari per anno. La sponsorizzazione di EPRI della Quarta Conferenza Internazionale sulla Fusione Fredda (Dicembre, 1993) indica che questa potente organizzazione di ricerca è scesa in campo per rimanerci.
Cosa si sa degli esperimenti di fusione fredda con acqua normale – non acqua pesante - dei quali ho sentito parlare?
Questi esperimenti con acqua normale furono riportati nel Maggio 1991 da allora sono stati riprodotti estesamentm - in Giappone, India, e nei Stati Uniti. Il Dr. Randell Mills della Hydrocatalysis Power Corporation, di Lancaster, PA, ha condotto esperimenti con produzione di calore in celle con acqua normale, elettrolita di carbonato di potassio e catodi di nichelio, sempre più considerati nel campo della fusione fredda. Il Dr. Mills ha tenuto una presentazione il 5 Maggio 1993 al Congresso della House Science, Space, and Technology Committee. L’esordio di Mills riassume concisamente l’importante sforzo del Lancaster, PA :
Hydrocatalysis Power Corporation (HPC) ha un esteso programma di ricerca sperimentale per produrre energia da celle elettrolitiche di acqua "leggera". HPC e Thermacore, Inc., Lancaster, PA stanno cooperando per sviluppare un prodotto commerciale. (Thermacore è una stimata impresa della difesa e la sua competenza è nel campo del trasferimento di calore.). Al momento, tutte le celle dimostrative di HPC e Thermacore producono eccesso di calore immediato e continuo. Celle che producono 50 watt di potenza in eccesso e anche più sono state in attività per più di un anno. Alcune celle possono produrre 10 volte più potenza in calore rispetto alla potenza in ingresso. Un prototipo di cella producente vapore è stata testata con successo... L’esperimento [originale] è stato potenziato di un fattore di uno a mille, e i risultati della cella di calore potenziata sono stati confermati indipendenteménte da Thermacore, Inc. I brevetti che coprono la composizione dei materiali, le strutture, e i metodi del processo di HydroCatalysis sono stati registrati da HPC su base mondiale con data prioritaria del 22 Aprile 1989 . HPC e Thermacore stanno fabbricando al momento una cella dimostrativa che produce vapore.
Il Dott. Mills cosa pensa ci sia dietro questa fonte di energia da acqua normale?
Il Dr. Mills e la sua scuola ritengono che la fonte di energia nei loro esperimenti da acqua normale sia tecnologicamente quanto mai forte, ma hanno adottato una teoria radicale per spiegare il calore in eccedenza. Il Dott. Mill dice che la fonte di energia in eccedenza è simile id un processo catalitico nel quale l'elettrone dell'atomo di idrogeno è indotto a subire una transizione a un minore livello di energia rispetto al "ground-state" definito dal solito modello quantistico dell'atomo. Così, l’energia immagazzinata negli atomi è rilasciata cataliticamente. Mills vede che molti degli effetti nucleari nella "fusione fredda" sono effetti reali, che egli pensa possano essere spiegati dalla sua teoria.
Gli esperimenti di fusione fredda sono generalmente riproducibili?
Gli effetti della fusione fredda non sempre sono facili da riprodurre, ma non per questo sono meno veri. Le difficoltà con la riproducibilità, comunque, sta rapidamente scomparendo man mano che i ricercatori scoprono le condizioni richieste per provocare il fenomeno, come un caricamento sufficiente di deuterio nel reticolo metallico, specifiche condizioni del metallo stesso, e i particolari dei meccanismi di innesco. Alcuni sperimentatori ora riportano la comparsa molto regolare dei fenomeni di fusione fredda, come emissione di neutroni, produzione di trizio, e calore in eccedenza come dimostrato dal riscaldamento fino alla ebollizione.
Gli scettici della ricerca sulla fusione fredda hanno regolarmente respinto i risultati positivi semplicemente perché gli effetti non sempre sono stati ripetibili. Questa è una opinione molto semplicistica! Ci sono chiaramente molti fenomeni naturali che sono estremamente irregolari, non ripetibili, e definitivamente non prevedibili, come fulmini, caduta di meteoriti, terremoti, e gli elusivi "fulmini globulari". Sappiamo di molti moderni dispositivi tecnici che non funzioneranno se non sono ben compresi i delicati parametri richiesti; i dispositivi elettronici a semiconduttori sono buoni esempi di questo. Non sorprende che l’esotico fenomeno della fusione fredda sia soggetto a difficoltà simili.
Che dire a proposito degli esperimenti del 1989 di Caltech, del MIT e di Harwell, che supposero non esserci calore in eccedenza? Non è questo molto dannoso alla causa della fusione fredda?
Il caso di tre fra i maggiori gruppi di ricerca che avevano supposto risultati apparentemente negativi nella primavera e nell’estate del 1989 - Caltech, l’Harwell Laboratory in Inghilterra e il MIT - è sconcertante ma vero: ora emergono dubbi importanti circa il loro operato, che non sono stati indirizzati alla comunità scientifica. Il terzetto di scienziati ha trovato semplici errori algebrici e altri fondamentali errori sperimentali nelle opere di Caltech, che invalidano le conclusioni negative sulla carta. Questi scienziati scrissero molte volte al periodico Nature, ma Nature rifiutò di pubblicare queste correzioni, così un articolo fu pubblicato su "Fusion Technology". Nel caso del Plasma Fusion Center del MIT, sono sorti seri dubbi circa i metodi usati per valutare l’eccedenza di calore che i risultati avevano presentato. I dati inediti appaiono mostrare indicazioni di calore in eccedenza, ma la versione pubblicata non mostra queste indicazioni. Inoltre, l’analisi della metodologia adottata da questo gruppo rivelò vizi fatali – anche se i dati erano stati trattati propriamente. Una discussione tecnica del 1989 del MIT Plasma Fusion Center sulla calorimetria nella fusione fredda apparve in "Fusion Fact" nell’Agosto del 1992, autore il Dr. Mitchell R Swartz. Nel caso dei risultati presunti completamente "negativi" della calorimetria dell’Harwell Laboratory (U.K.), l’analisi indipendente dei dati grezzi di quel laboratorio mostra l’evidenza di produzione di calore in eccedenza. I dettagli sui problemi dell’ Harwell Laboratory sono ora stati pubblicati su entrambi i verbali della Terza e della Quarta Conferenza Internazionale sulle Attività nella Fusione Fredda.
Abbiamo bisogno di capire la fusione fredda per cominciare a svilupparla commercialmente?
Quando la superconduttività convenzionale (a bassa temperatura) fu scoperta accidentalmente nel 1911, non c'era nessuna teoria fisica che potesse spiegarla, né ci fu alcuna teoria per circa il mezzo secolo successivo. La molto discussa superconduttività ad alta temperatura che apparve nel 1986-1987, ancora non ha una teoria soddisfacente per giustificarla. Nonostante ciò, industrie e governi si sono dedicati a svilupparla e commercializzarla. Lo stesso dovrebbe essere vero per la fusione fredda. Comunque, sia perché la fusione fredda sembra essere una deviazione ancora più integrale dalla saggezza fisica convenzionale in confronto alla superconduttività ad alta temperatura, sia per i passati problemi di riproducibilità della fusione fredda, questa non è stata accettata prontamente come la superconduttività ad alta temperatura.
C'è un futuro di fusione fredda?
La ricerca sulla fusione fredda non è "Grande Scienza" - non ha bisogno di installazioni massicce, solo lavoro assiduo su scala relativamente piccola nei laboratori nazionali, nelle università e nelle industrie private, le quali già stanno cominciando a scendere in campo negli USA, nonostante lo scoraggiamento da parte della burocrazia. La fusione fredda comunque, richiede il talento dei migliori scienziati e ingegneri, assieme a sofisticata strumentazione di analisi. I laboratori federali sono ben attrezzati per la ricerca sulla fusione fredda. Alcuni sono frementi, in cerca di una nuova missione: la ricerca sulla fusione fredda ben diventa una importante missione per gli scienziati di questi laboratori.
Lo sviluppo della fusione fredda sarà un territorio dominato dall’industria privata. Non c’è bisogno di massicci investimenti statali. Ma il governo deve spianare il percorso agli sforzi privati. È veramente possibile che una tecnologia energetica rivoluzionaria è stata gettata inopportunatamente da parte nell'U.S? Questo è esattamente quanto accaduto, come lo sviluppo scientifico e tecnico mostreranno. Non sarà così ancora per molto. Per benessere economico e ambientale della nazione e del mondo, ogni cittadino deve divenire consapevole dei fatti sulla fusione fredda e aiutare e incoraggiare il finanziamento della ricerca americana e mondiale.
Probabilmente la maggiore difficoltà nello "scendere a patti" con la fusione fredda è che sembra scientificamente troppo fantastica, e "troppo bella per essere vera" economicamente e socialmente. Ma lo stesso sarebbe potuto essere detto - e fu detto - di molte altre rivoluzioni tecnologiche al loro apparire. La fusione fredda e le scoperte affini probabilmente rinnoveranno radicalmente il mondo in modi che noi possiamo appena cominciare ad immaginare. Noi crediamo che prima del 2000 ci sarà la fusione fredda nelle automobili, nel riscaldamento domestico, in piccoli e compatti generatori elettrici, e nelle applicazioni aerospaziali. Queste tecnologie rinnoveranno radicalmente il mondo e porteranno rapidamente alla fine dell'Era del Combustibile di Fossile. La posta non è mai stata così alta. Noi dovremmo ricordare il pensiero del famoso scienziato Michael Faraday nell'ultimo secolo - al quale dobbiamo la nostra rivoluzionaria civiltà alimentata elettricamente - che scrisse "Nulla è troppo meraviglioso per essere vero."

30 agosto 2006

Nullafacenti a pagamento


La proposta sul corriere.it di individuare i dipendenti pubblici totalmente improduttivi e di incominciare a tagliare lì, piuttosto che tagliare sugli investimenti o sui servizi pubblici che funzionano qualcuno (forse anche lui nullafacente) ha risposto con un «no» secco: niente licenziamenti; semmai «mobilità» e incentivi.
Però i sindacati hanno riconosciuto che il problema esiste, e in misura non trascurabile. Questo è già un passo avanti notevole: tutti dunque concordano che nell'amministrazione pubblica c'è una quota rilevante di nullafacenti.
Allora, che cosa intende fare di questi nullafacenti il ministro della Funzione pubblica? Continuare a voltar la testa altrove e a pagar loro lo stipendio a tempo indeterminato, mentre si taglia sulla spesa utile e sugli investimenti, sarebbe oggi intollerabile: non dimentichi, il ministro, che non si tratta dei lavoratori deboli e poco produttivi, ma di persone che non fanno proprio nulla, non ci sono e quando ci sono è come se non ci fossero; una categoria che alligna solo nel settore pubblico.
La soluzione secondo l'autore e:
a) di un organo indipendente di valutazione che individui i nullafacenti, almeno quelli più smaccati (operazione relativamente facile); b) di una norma che stabilisca nella massima inefficienza e inutilità il criterio prioritario di scelta da applicare per la riduzione del personale pubblico, incominciando dai dirigenti; c) di un procedimento giudiziale nelquale il giudice, quando annulli un licenziamento impugnato, accerti al tempo stesso chi altro debba essere licenziato secondo la corretta applicazione dei criteri stabiliti, previa, ovviamente, chiamata in causa del nullafacente interessato, a garanzia del suo diritto di difesa.
D'altra parte, la lotta alle rendite comesi è appenavisto nella vicenda del decreto Bersani — qualche durezza la richiede . E la posizione di rendita dei nullafacenti del settore pubblico non merita indulgenza maggiore rispetto a quelle, tutto sommato meno costose per la collettività, dei tassisti edi alcune categorie di liberi professionisti.
Da una parte c'è l'interesse dei nullafacenti a continuare a godere della rendita che finora è stata loro assicurata; dall'altra c'è l'interesse della maggioranza dei lavoratori pubblici quelli veri a una retribuzione adeguata, l'interesse dei precari a uscire dall'apartheid cui sono stati finora condannati, l'interesse della collettività a non veder tagliare gli investimenti necessari per lo sviluppo economico del Paese.
I nodi vengono al pettine e, nessuno può pensare di essere immune a controlli o variazioni. Non possiamo stare in uno Stato che deve sempre viaggiare con " il freno a mano tirato ", prima o poi o fonde il motore o rompe il freno a mano.
Riusciremo a viaggiare senza freni? Speriamo, ma, prima che il motore fonde una soluzione alle rendite lavorative fittizie bisognerà pur trovarle.

27 agosto 2006

Debito Pubblico e interessi di privati


Giornali e televisioni ogni tanto ci dicono che il popolo italiano ha un mostruoso
debito pubblico, ma nessuno ci dice verso chi siamo debitori. Apparentemente
la cosa non è semplice da spiegare, in effetti la spiegazione è semplicissima.
Per farla capire dobbiamo tuttavia rifarci al 1861. L'anno dell'unità d'Italia.
Nel 1849 si costituiva in Piemonte la Banca Nazionale degli Stati Sardi, di proprietà privata. L'interessato Cavour che aveva infatti propri interessi in quella banca; impose al parlamento savoiardo di affidare a tale istituzione compiti di tesoreria dello Stato. Si ebbe, quindi, una banca privata che emetteva e gestiva denaro dello Stato!
A quei tempi l'emissione di carta moneta veniva fatta solo dal Piemonte, al contrario il Banco delle Due Sicilie emetteva monete d'oro e d'argento. La carta moneta del Piemonte aveva anch'essa una riserva d'oro (circa 20 milioni), ma il rapporto era che ogni tre lire di carta valevano una lira d'oro. Il fatto è che, per le continue guerre che i savoiardi facevano, quel simulacro di convertibilità in oro andò a farsi benedire, sicché ancor prima del 1861 la carta moneta piemontese era diventata carta straccia per l'emissione incontrollata che se ne fece. (ci meravigliamo poi che gli Usa, abbiano fatto la stessa cosa, quando il 15 agosto del 1971, Nixon annuncio' a Camp David la decisione di sospendere la convertibilità del dollaro in oro, e l'abrogazione unilaterale degli accordi di Bretton Woods quot;svincolando il dollaro dal cambio con l'oro. Avvenuta la conquista di tutta la penisola, i piemontesi misero le mani nelle banche degli Stati appena conquistati. Naturalmente la Banca Nazionale degli Stati Sardi divenne, dopo qualche tempo, la Banca d'Italia. Avvenuta l'occupazione piemontese fu immediatamente impedito al Banco delle Due Sicilie (diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia) di rastrellare dal mercato le proprie monete d'oro per trasformarle in carta moneta secondo le leggi piemontesi, poiché in tal modo i Banchi (del bistrattato Sud) avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni e così facendo sarebbero
potuti diventare padroni di tutto il mercato finanziario italiano.

Invece quell'oro piano piano passò nelle casse piemontesi. Tuttavia, nonostante
tutto quell'oro rastrellato al Sud, la nuova Banca d'Italia risultò non avere parte di quell'oro nella sua riserva. Evidentemente aveva preso altre vie,
che erano quelle del finanziamento per la costituzione di imprese al nord operato da banche, subito costituite per l'occasione, che erano socie (!) della Banca d'Italia: Credito mobiliare di Torino, Banco Sconto e Sete di Torino, Cassa generale di Genova e Cassa di sconto di Torino.
Le ruberie operate e l'emissione non controllata della carta moneta ebbero come conseguenza che ne fu decretato già dal 1 MAGGIO 1866, il corso forzoso, cioè la lira carta non poté più essere cambiata in oro.
Da qui incominciò a nascere il Debito Pubblico: lo Stato cioè per finanziarsi iniziò a chiedere carta moneta a una banca privata. Lo Stato, quindi, a causa del genio di Cavour e soci, ha ceduto da allora la sua sovranità in campo monetario affidandola a dei privati, che non ne hanno alcun titolo la sovranità per sua natura non è cedibile perché è del popolo e dello Stato che lo rappresenta.
Oltretutto da quando nel 1935 fu decretato definitivamente che la lira non era più ancorata all'oro, si ebbe che il valore della carta moneta derivò da allora semplicemente e unicamente dalla convenzione di chi la usa e accetta come mezzo di pagamento. La carta moneta, dunque, è carta straccia e in realtà alla Banca d'Italia (che è privata), a cui si dovrebbe pagare il debito pubblico, non si deve dare nulla.
Ed è necessario, infine, ricordare che ancora oggi le quote dell'attuale Banca d'Italia sono possedute da varie Banche e da Assicurazioni, cioè enti privati su cui la Banca d'Italia dovrebbe.... vigilare.
Da tutto questo potete facilmente capire in mano a chi siamo e che, dato che la Banca d'Italia e soci azionisti hanno un immenso potere finanziario e.... politico..... qualsiasi governo in Italia conta come il due di briscola.
Fonte Antonio Tavano
Fonte Senato.it

24 agosto 2006

L'acqua in bottiglia: Inganni!


Le preoccupazioni inerenti la sicurezza dell’approvvigionamento dall’acquedotto pubblico su cui fanno leva i rifornitori delle bottiglie di acqua sono del tutto immotivati. In realtà l’immensa industria mondiale dell’acqua imbottigliata, cresciuta grazie a questi falsi timori, sfrutta l’acqua pubblica, deturpa i paesaggi ed espone i suoi fiduciosi consumatori a seri rischi per la salute. L’acqua imbottigliata più che un prodotto è una moda.
Nel 1990, quasi due miliardi di galloni (oltre 7 miliardi di litri) di acqua imbottigliata sono stati smerciati in tutto il mondo.

Approssimativamente, un quarto di tutta l’acqua imbottigliata corrispondente al 40 per cento di quella venduta in America del nord è semplicemente acqua municipale di rubinetto fatta scorrere attraverso filtri e trattata con l’aggiunta di minerali o altri additivi. Il resto dell’acqua in bottiglia che si trova nei centri commerciali è attinta da falde idriche (acque sotterranee) molte delle quali sono già state intensamente svuotate da questi prelievi di acqua. Uno studio del 1993, pubblicato sul Canadian Journal of Microbiology e uno studio successivo del 1998 hanno trovato che quasi il 40 per cento dei campioni di acqua imbottigliata venduta in Canada dal 1981 fino al 1997 conteneva batteri in quantità superiore ai livelli di sicurezza richiesti.

L’acqua imbottigliata è responsabile di un enorme aumento di produzione di bottiglie di plastica nel mondo. Praticamente in ogni parte del mondo l’abbandono delle bottiglie di plastica è divenuto il principale componente dei rifiuti sui bordi delle strade.

In the Bottle include inoltre alcuni fatti ben documentati sul boom dell’acqua imbottigliata in tutto il mondo:

- Quasi un quinto di nord-americani usa acqua confezionata solo per l’idratazione quotidiana.. I canadesi consumano più acqua imbottigliata che caffè, te, succo di mela o latte.

L’Aquafina della Pepsi (la più venduta nel nord America ) e la Dasani della Coke sono il risultato del filtraggio e/o “ri-mineralizzazione” dell’acqua di rubinetto.

In più, per dimostrare l’irresponsabile strategia usata dai quattro principali attori nel commercio dell’acqua imbottigliata, In The Bottle viene svolta una convincente tesi per tenersi l’acqua pubblica. Informa pure i suoi lettori sul penoso impiego della mastodontica cifra (12 miliardi di dollari) derivata dalla vendita dell’acqua che nel 2002 ha prodotto appena 6.709 nuovi posti di lavoro, in maggior parte con bassa retribuzione. A parte questo unico inconveniente, il dossier dell’istituto Polaris offre ai lettori una pronta osservazione degli elementi base che costituiscono le acque in bottiglia in un opuscolo interessante e invogliante a leggere. I suoi membri, dopo aver calcolato che più dell’uno per cento delle acque superficiali in Europa è stata “imprigionata nelle bottiglie”, hanno invaso i supermercati e i discount e versato il contenuto di tutte le bottiglie che potevano afferrare, nelle fogne, nelle strisce di verde e nei canali ai bordi delle strade.
DI LARRY LACK (Counterpunch)

Con 182 litri pro capite all'anno, l'Italia è balzata in pochi anni al primo posto nel mondo per consumo di minerale. 300 marchi, 11 miliardi di litri, 5,5 miliardi di euro all'anno: un business al primo posto nel mondo.

In 15 anni (1988-2003) il consumo italiano è più che raddoppiato (da 80 a 182 litri), un fenomeno unico al mondo. Perché è successo?
Se si escludono le poche zone dove l'acqua di rubinetto ha un sapore sgradevole o è sospetta d'inquinamento, nel resto d'Italia si potrebbe bere l'acqua di rubinetto con benefici per:
- il portafoglio: costa 1000 volte meno
- l'ambiente: la sua produzione e distribuzione inquinano 1000 volte meno
- spesso, la salute: le soglie di concentrazione ammesse per molte sostanze nocive e i controlli sono più severi di quelli per le minerali.
Perché, contrariamente a quanto suppongono gli economisti, così tanti consumatori si comportano contro il proprio interesse? E perché questo accade solo in Italia?
Il marketing distrugge l'economia delle formiche e le trasforma in economia delle farfalle. Volano da un fiore all'altro attirati solo dal colore non dalla sostanza.

23 agosto 2006

Profondo Rosso Shopping


Visto che non tutte possono fidanzarsi o sposarsi con un calciatore, le giovani inglesi cercano di emulare le Wives and Girlfriends dei campioni britannici (ribattezzate appunto wags durante i Mondiali di calcio) in altro modo. Comprando ad esempio tutto quello che le signore del football d’Oltremanica ostentano ogni giorno sui tabloid, frequentando gli stessi luoghi alla moda, avvalendosi di uguali (e costosi) trattamenti di bellezza.
Solo che mica tutte sono Victoria Beckham o Colleen McLoughlin (fidanzata di Wayne Rooney) capaci di spendere migliaia di euro in un solo pomeriggio di shopping (anche in una piccola città tedesca) e, soprattutto, mica tutte hanno le stesse loro possibilità economiche. E gli effetti si vedono. Non tanto sulle aspiranti wags (sei milioni secondo un sondaggio), quanto sul loro conto in banca che ogni fine mese registra incredibili impennate verso il basso, allineandosi sulla linea negativa del rosso. E per molte di loro significa la bancarotta.
Lo ha scoperto una ricerca della società di credito Wilkins Kennedy che ha lanciato l’allarme: «Attenzione! Se continueranno a spendere così tanto, entro il 2009 oltre metà delle inglesi finirà sul lastrico». Sembra infatti che nel giro di pochi anni la percentuale di donne piene di debiti sia saltata al 44% del totale delle consumatrici, tra l’altro in uno dei Paesi europei che più di tutti ricorre al credito al consumo come forma di finanziamento, si avvale cioè di un prestito per comprare. L’esperto di insolvenze Keith Stevens spiega che «ci sono due tipi di debitrici: le madri single e le donne divorziate da un lato e poi le aspiranti wags che hanno uno stile di vita molto più elevato di quello che possono permettersi». Sono giovani, dice Stevens, e continuano a spendere anche se i loro stipendi rimangono sempre gli stessi,ma soprattutto «saltano da una carta di credito all’altra aumentando il proprio debito, senza mai estinguerlo».
Proprio come racconta la scrittrice inglese Sophie Kinsella: la protagonista dei suoi libri I love shopping apre un nuovo conto in banca ogni volta che con il precedente va in rosso. In Italia, il fenomeno «fallimento » e «conti in rosso al femminile» non è così preoccupante. Non ancora almeno. Anche se, in generale, spiega Giuseppe Piano Mortari, direttore di Assofin (l’Associazione italiana del credito al consumo), il ricorso a forme di prestito è in aumento, «ma per ora è soprattutto per acquistare beni durevoli come automobili, elettrodomestici, arredamento», più che per borse e scarpe extralusso.
Ma cresce la percentuale di donne che si avvalgono del credito al consumo, il 44%. Tanto che il dottor Cesare Guerreschi, esperto di shopping compulsivo, avverte: «Il rischio di bruciare interi patrimoni è molto alto anche da noi». Basti pensare, dice, «che il 3,5% delle donne italiane è malato di dipendenza da shopping e che la sindrome è in aumento anche fra le giovanissime tra i 15 e i 18 anni». Guerreschi racconta che di shopping compulsive ne arrivano a centinaia nella sua clinica di Bolzano: «Mi dicono: "Compro troppo, di tutto, in continuazione, e se non compro sto male". La loro è più di una semplice mania, «è una malattia da curare», aggravata dal pericolo di finire sul lastrico.
Fonte il corriere.it
Una volta si falliva per debiti di gioco adesso per debito da shopping! Come siamo cambiati. Ma il futuro è migliore!/?

22 agosto 2006

IPOTESI SULLE SCIE CHIMICHE


OPERAZIONI MILITARI
Le ipotesi più documentate riguardo all'utilizzo delle scie, vedono operazioni militari riservate come imputato N°1, tant’è che il bario, cospicuamente e frequentemente emerso dalle analisi dei campioni, è un eccellente conduttore elettromagnetico e crea in sospensione una sorta di ponte che prolunga i segnali radio e radar oltre l’orizzonte, una sorta di antenna di bario “usa e getta”, peccato che la pattumiera in questione siamo noi.

PROGETTO SCHERMATURA SOLARE
Si riallaccia all’impiego delle scie, anche un progetto volto a rallentare il preoccupante aumento della temperatura terrestre e sarà questa l'ipotesi che i governi cercheranno maggiormente di portare avanti. Tra i due mali si sceglie il male minore "per il nostro bene e per quello del pianeta".
N el ’98 in occasione di un congresso internazionale riguardo alle emergenze planetarie, in cui questo era tema di spicco, il fisico Edward Teller (padre della bomba atomica e della bomba all’idrogeno) suggeriva ai paesi occidentali di adottare uno specchio solare a livello della stratosfera così da respingere in parte i raggi solari. Indicava a tale scopo l’ossido di alluminio, (costantemente rintracciato nelle aree oggetto di analisi) poiché oltre a riflettere i raggi solari dell’1%, avrebbe assorbito una modesta quantità di calore fra terra e stratosfera.
Riguardo all'attuazione di tale teoria, Teller si è dichiarato ignaro.
Sappiamo che le scie secondo le zone irrorate, presentano una diversa composizione chimica, dunque non sono sempre riconducibili all’esperimento di schermatura solare.

IPOTESI MONSANTO
In questo contesto si inserisce l’ipotesi sul coinvolgimento in queste operazioni, di una multinazionale tristemente nota: la Monsanto. Quest’ultima si è messa in luce alla fine degli anni ’60 per la formulazione di agenti chimici usati nelle incursioni aeree sulle foreste del Vietnam, che hanno dato per risultato vegetazione distrutta, popolazione decimata e condannata negli anni a venire al concepimento di bambini con gravi deformità.
Negli ultimi anni questa multinazionale oltre a produrre alcuni fra i diserbanti più potenti e nocivi per l’uomo e l’ambiente, si è prodigata per la diffusione di alimenti e semenza geneticamente modificati, proponendoli come valida soluzione per la coltivazione in zone del pianeta altrimenti infruttifere. Valutando il macabro curriculum della Monsanto resta difficile credere che possa essere coinvolta in progetti per il benessere collettivo!
Vaste aree agricole dopo la comparsa delle scie, sono state letteralmente bruciate e il terreno reso pressoché sterile…ai normali semi ovviamente, non a quelli standardizzati per quel tipo di condizioni.
I semi transgenici oltre alla caratteristica dell’adattabilità e della resistenza hanno anche quella di non essere rinnovabili, l’anno successivo si dovranno acquistare nuovi semi per avere i frutti.
E’ stato reso noto il 23 Maggio 2005 un documento riservato della multinazionale che riporta lo stato di salute di cavie da laboratorio nutrite con alimenti OGM, tutte presentano gravi disfunzioni renali cardiache e gravi malformazioni fisiche.

INOCULAZIONE DI MASSA
Alcuni sospettano che il governo statunitense, d'accordo con altri governi coinvolti nel programma, stia autorizzando il rilascio graduale di bio agenti, allo scopo di vaccinare le popolazioni dall'alto. Questo, potrebbe talvolta essere la causa di malattie (SARS, AVIARIA, ...) arrecate a qualche persona ammalata dal vaccino stesso (si pensi alla strana epidemia di patologie respiratorie che ha colpito da qualche mese, circa il 40% della popolazione italiana! N.d.A.).


CONTROLLO DEMOGRAFICO
L'uso di agenti chimici e biologici da parte di uno Stato contro se stesso e la propria popolazione è sfortunatamente, un fatto storico. Possono verificarsi anche incidenti non intenzionali. Alcune persone suggeriscono che le Chemitrails possano davvero fare parte di un programma atto a ridurre il numero della popolazione.

Se le Chemitrails contengono, poi, agenti biologici che possono dare il “colpo di grazia” a persone già indebolite da altre patologie, potrebbe essere per assurdo, si potrebbe trattare anche in questo caso di un controllo della crescita della popolazione. Ma questo “ignobile” fine potrebbe essere l'unico vero scopo? La storia ha insegnato che quello che sembra più assurdo ad un'ottica razionale, in un'ottica di odio ed irrazionale, non è più tanto assurdo, e con tali armi nelle mani di un qualsiasi governo, occorre essere vigili fino a che non sarà disponibile una risposta esaustiva e definitiva.

IPOTESI HAARP E NORAD
In questa fitta trama di implicazioni, è emersa anche l’ombra inquietante di HAARP, un progetto USA volto a modificare il clima terrestre, andando a manipolare addirittura lo spettro elettromagnetico con l’uso di onde ELF (Estreme Low Frequencies).
HAARP è la più grande antenna del mondo, si trova in Alaska e immette costantemente onde elettromagnetiche nella ionosfera; visitando il sito www.radarmatrix.com potrete documentarvi ampiamente.
Intanto possiamo osservare gli squilibri che queste pericolose manipolazioni provocano in natura, come migrazioni di uccelli fuori rotta, arenamento dei cetacei, che come sappiamo si orientano con il magnetismo terrestre.
Attraverso ricerche incrociate per risalire ai finanziamenti che sostengono i diversi esperimenti di cui qui si accenna, si è potuto chiaramente osservare che vanno a convergere verso i nomi delle stesse multinazionali, e verso la NORAD (agenzia per la difesa aerospaziale Americana) la quale ha disseminato l’intero suolo statunitense con radar che sfruttano le frequenze ELF.
Questo ci da una chiave di lettura più ampia, ci mostra come in realtà queste situazioni non sono scollegate tra loro ma anzi, come fili vanno a tessere un disegno di ordine globale ben tracciato.
L’ Unione Europea ha avviato da più di due anni un’interpellanza parlamentare, in cui chiede agli Stati Uniti di far luce sulla vera natura e finalità delle CHEMTRAILS, la risposta si fa ancora attendere!
La domanda che viene naturale porsi è perché a questi aerei sia consentito il volo nei paesi NATO e libero accesso agli aeroporti, compresi quelli di Fiumicino (RM), Di Capodichino (NA) e di Gioia del Colle (BA).

IN EUROPA
Germania, Spagna, Olanda, Grecia, hanno già manifestato ai rispettivi governi la loro preoccupazione e fanno pressione affinché siano avviate indagini.
A Creta (Grecia), nella città di Xania, da quando hanno installato la base a Souda Bay, si è riscontrato un notevole aumento delle percentuali di cancro (35% in più!).
Avendo parlato con persone del luogo e avendo osservato il fenomeno in maniera massiccia, ho tirato le somme. La gente non ama parlarne, ma sa che la base c'entra. I cittadini non protestano perché la base, molto intelligentemente, ha assunto molte persone del luogo per farle lavorare. Essendo un paese non ricchissimo, hanno fatto si che una parte dell'economia si basasse anche sulla base di Souda.

In Italia c’è molta disinformazione ma di scie ce ne sono in gran quantità, ogni giorno sopra l’Umbria, l'Abruzzo, la Campania, la Toscana, il Veneto, la Sardegna, la Lombardia, il Lazio, la Puglia, (quante ne sono rimaste?) c'è un'attività intessissima. (Basta pensare alle più di 120 basi Nato/Usa installate in Italia dopo la guerra persa.
Tra le poche voci che si sono alzate in Italia c’è quella degli abitanti della vallata Feltrina colpiti da un grave aumento dei casi di cancro dopo la comparsa delle scie. Si è arrivati ad un interrogazione parlamentare anche grazie all’abbondante documentazione filmata, realizzata dagli abitanti in un esteso lasso di tempo.
Purtroppo anche in questo caso il silenzio ci lascia perplessi. Il ministro Martino ha poi risposto dichiarando che le scie visibili sono frutto di "normali" attività di aerei.

Cosa sono le scie chimiche ?



Le normali scie di condensazione rilasciate dagli aerei di linea sono ormai una normalità che osserviamo da più di mezzo secolo nei nostri cieli.
Attualmente l'aereo è diventato il mezzo di trasporto più sicuro, veloce e, in alcuni casi anche uno dei più economici grazie ai voli Low Cost presenti sul mercato da ormai alcuni anni. L'intensa attività degli aerei ha causato un pericoloso aumento della nuvolosità, soprattutto nella fascia nord atlantica, oltre ad aver incrementato l'aumento del buco dell'ozono e dell'effetto serra, insieme ad altri fattori responsabili come le attività che utilizzano energia proveniente da combustibili non rinnovabili.
Il tema in questione sulle scie chimiche tuttavia, non riguarda i normali aerei di linea.
Circa dal 1996, in quasi tutti gli Stati Uniti sono state osservate nei cieli delle strane scie che mostravano qualità differenti dalle normali scie di condensazione degli aerei.
Queste scie addirittura comparivano in zone dove prima il traffico aereo era totalmente assente e apparivano in bizzarre formazioni, incrociandosi in grandi reticolati o formando delle grandi X. Schemi che lasciano pensare ad attività di irrorazione (areosol) invece che a delle normali attività di aerei di linea.
La caratteristica ancora più sconcertante è che queste scie non si dissipano in pochi secondi come accade per una normale scia di condensazione, anzi si

espande, si "diluisce" nel cielo formando come un velo e spesso una nube che pian piano va a ricoprire tutta l'area interessata.

QUANDO SI VERIFICA UNA NORMALE SCIA DI CONDENSAZIONE
Quando un aereo vola a quote fredde e soprasatura l'aria umida, il vapore acqueo che esce dai motori si condensa in piccole gocce. Quando queste gocce sono prodotte a temperature ancora più rigide, si formano addirittura cristalli di ghiaccio.

Le scie chimiche o chemtrails sono invece scie di sostanze chimiche nebulizzare nell'aria tramite sistemi di irrorazione montati su aereoplani che non appartengono al normale traffico aereo.
Queste sostanze vengono irrorate a diverse altezze a seconda degli scopi per cui vengono utilizzati.

DIFFERENZE TRA SCIE AEREE NORMALI E SCIE CHIMICHE
I fattori che permettono la formazione di scie aeree e chimiche sono la temperatura, la percentuale di umidità, l'altezza.

Ad esempio ad esempio, se la temperatura è superiore ai -40 gradi e l'umidità atmosferica relativa è inferiore al 70% non è possibile la formazione di scie.
Inoltre c'è anche un altro fenomeno, l'alone, che viene osservato di solito insieme alle scie chimiche, ed è causato dalla rifrazione della luce.
In metereologia, "alone" è dato ad un anello di luce che circonda il sole o la luna.

Tale effetto è prodotto dalla luce che passa attraverso i cristalli di ghiaccio sospesi nell'aria. Un alone può essere anche un fenomeno naturale elusivo, che utilizza la forma esagonale od ovale dei cristalli di ghiaccio lunghi, preferibilmente con orientamento orizzontale delle facce piatte dei cristalli.

Può apparire, come una macchia brillante di luce, posta di solito a sinistra o a destra dell'alone mentre il sole è più basso nel cielo. L'alone correlato alla scia chimica è basato sullo stesso principio ma si forma a causa dell'irroramento chimico sui cristalli di ghiaccio. Questi aloni chimici sono piuttosto grandi, infatti sono formati da circa 20 anelli concentrici.
Già nel 1996 furono osservate negli Stati Uniti aerei che volando a quota molto bassa e a distanza ravvicinata rilasciavano scie persistenti e bianche che si intersecavano nel cielo a forma di “X”.
Ben presto il fenomeno si è esteso al Canada, Nuova Zelanda, Bahamas, Sud Africa, Croazia e molti altri paesi facenti parte della NATO come Francia, Spagna, Italia e molti altri.
La prima protesta contro le scie arrivò dal Canada nel ’98 quando, in seguito al continuo rilascio di CHEMTRAILS sopra la cittadina di Espanola, gli abitanti cominciarono ad accusare problemi di salute come: letargia, forti dolori alle giunture, perdita di memoria a breve termine, disturbi alle vie respiratorie, sintomi da depressione o simili a quelli influenzali.
Le lamentele furono ignorate dal Governo dell’Ontario e così alcuni cittadini, prelevarono campioni di acqua e neve dalla propria terra, commissionando analisi di laboratorio a proprio carico.
Dall’esame di questi, risultò che contenevano una quantità di particolato di alluminio 20 volte superiore al limite indicato per l’acqua potabile.
Ricorsero dunque, analisi di laboratorio in mano, ad una petizione presentata al Parlamento del Governo Canadese ad Ottawa, in cui i cittadini chiedevano chiarimenti sulla natura del fenomeno e soprattutto esigevano che cessassero le irrorazioni chimiche sopra di loro.
La risposta arrivò dopo 45 giorni, poneva l'accento sul non coinvolgimento da parte del Governo Canadese in tali operazioni e negava che l’aviazione militare avesse concesso permessi ad altri paesi di sorvolare il territorio Canadese a tale fine.
Perché allora furono fotografati Tankers (aerei cisterna militari) USA con tanto di scia al seguito?
Cosa si cela dietro questa cortina di oscurantismo?
Di certo sappiamo che non si tratta né di aerei di linea né commerciali, poiché spesso transitano in zone in cui il traffico aereo è inesistente e soprattutto ignorano i limiti di quota e distanza che regolano la sicurezza di volo. Inoltre sono stati fotografati sia in volo sia in aeroporti, sono spesso aerei bianchi senza insegne, cisterne dei cieli normalmente usate per rifornire di carburante i caccia da guerra in quota, ma che a quanto pare possono essere adibite ad altro scopo.
Ulteriore conferma a tale proposito è arrivata con l’attentato dell’11 Settembre; nelle ore successive al fatto fu posto il divieto assoluto ad aerei che non fossero militari Americani, di sorvolare il territorio Statunitense.
In quella occasione furono numerose le segnalazioni di cittadini allarmati da aerei che rilasciavano dense scie…era sicuramente l’antrace scaricata dai terroristi di cui tanto si parlava! No, niente antrace, ma “comuni” scie chimiche di cui a quanto pare, nessuno ha interesse a parlare!

Altro dato certo riguardo alle scie, è la loro nocività per l’uomo e l’ecosistema in generale; ad Edmonton (in Alberta) dopo la loro comparsa, cominciarono a morire le piante di una vasta area divenuta in breve tempo arida.
Ad un’analisi chimica del terreno, risultò che la sua conduttività era sette volte superiore alla norma e questo a causa della percentuale altissima di bario e alluminio.
Fra le sostanze rinvenute in diverse zone saturate dalle scie, si riscontrano oltre ad alluminio e bario anche titanio, bromuro e batteri che normalmente vivono negli alti strati dell’atmosfera e che inglobati da questi aerosol chimici sono trasportati a terra, con inimmaginabili conseguenze sulla salute dell’uomo.

Quali sono le finalità tanto nobili da rendere lecito un avvelenamento complessivo così intenso e incontrastato?
E se fossero normali attività "benefiche" perché non parlarne e rendere partecipi i cittadini?

Di fronte alle insistenti pressioni di numerosi cittadini Americani allarmati da queste anomalie nel cielo, le autorità interpellate Environamental Protection Agency, NASA, Federal Aviation Administration, National Oceanic and Atmosferic Administration e rispettivi scienziati, affermano che non è stato riscontrato niente di anomalo nelle scie, a loro dire normali scie di condensazione.

19 agosto 2006

Hot dog: Cibo perfetto per il cancro?



Che gli hot-dog non fossero un alimento consigliato per una dieta equilibrata si sapeva, ma adesso uno studio americano li addita come potenziali amplificatori del rischio di cancro. Sidney Mirvish, un ricercatore del Centro medico dell'Università del Nebraska, a Omaha, ha riferito che negli hot dog sono contenuti composti che possono indurre mutazioni nel Dna, capaci di aumentare in modo esponenziale lo sviluppo di cellule cancerose. Lo studio di Mirvish ha registrato che i livelli di tali sostanze negli hot dog variano notevolmente a seconda della marca, con oltre 240 diverse quantità di agenti chimici utilizzati nella fabbricazione dalle aziende.

"Il passo successivo nella ricerca - osserva Minish - è verificare quali sono le differenze nella produzione degli hot dog a seconda delle aziende e regolamentare l'uso dei composti chimici nocivi e dei metodi di lavorazione". Gli studiosi americani hanno cominciato ad analizzare infatti diversi tipi di hot dog per verificare ricerche precedenti, nelle quali era stabilita una relazione tra cancro al colon e consumo abituale di hot dog. E hanno scoperto che, se anche tali sostanze non sono responsabili in prima persona di causare il cancro, sono però in grado di amplificarne il rischio, mutando le cellule.

Era già noto che una delle sostanze usate per la conservazione degli hot dog (e di gran parte degli insaccati) è il nitrito di sodio, che interviene nella formazione di sostanze chimiche conosciute come composti N-nitrosi, la maggior parte dei quali è stato dimostrato provochi il cancro in animali di laboratorio. Ora i composti individuati da Mervish sono additati come ulteriori, possibili, responsabili di mutazioni cellulari che possono portare al cancro.

"Non dico che non si debbano mangiare gli hot dog - ha dichiarato Minish nel commentare gli esperimenti del suo gruppo - ma ritengo che siano necessari studi successivi per accertare quanto abbiamo scoperto". Prossimi esperimenti di laboratorio, nei quali le cavie saranno nutrite con carne di hot dog, serviranno a verificare se c'è un effettivo aumento del cancro al colon.

Intanto il presidente della American Meat Institute Foundation, una associazione che tutela i produttori di carne, ha sottolineato che lo studio del Nebraska è "una ricerca preliminare" e che gli stessi autori sottolineano che "necessità di successive verifiche, poiché le reali proprietà cancerogene dei composti studiati non sono state verificate sugli esseri umani".

Se quanto individuato dai ricercatori statunitensi venisse confermato non sarebbero a rischio solo gli hot dog. Secondo lo stesso Mirvish anche il pesce salato ed essiccato e alcuni condimenti come la salsa di soia posseggono le stesse proprietà dei composti da lui studiati.
Fonte: repubblica.it

15 agosto 2006

Giuda: il miglior amico di Gesù


Sfatando il detto del Giuda-traditore un manoscritto chiarisce pagine di Storia inventata o interpretata male sulla vita di Gesù.

Fu Gesù Cristo a chiedere a Giuda di consegnarlo alle autorità romane dopo aver svelato solo a lui la verità del Regno dei cieli.
A rivelare la nuova, sconvolgente versione dei rapporti tra il Messia e l'apostolo è uno straordinario documento ritenuto finora perduto: il Vangelo di Giuda.
Il manoscritto, in copto, è stato autenticato e tradotto 1.700 anni dopo la sua composizione con un lavoro durato cinque anni e al termine di una straordinaria odissea iniziata nelle sabbie del deserto egiziano e passata per una casetta di sicurezza a New York. Alcune pagine ricostruite sono state mostrate in pubblico per la prima volta alla National Geographic Society di Washington. In seguito finì nelle mani di mercanti di antichità, lasciò l'Egitto per giungere prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove rimase in una cassetta di sicurezza a Long Island per 16 anni prima di venire acquistato dall'antiquaria di Zurigo Frieda Nussberger-Tchacos nel 2000.
Quando i suoi tentativi di rivendere il manoscritto fallirono, la Tchacos - preoccupata per lo stato di grave deterioramento del codice - lo cedette nel febbraio 2001 alla Maecenas Foundation for Ancient Art di Basilea per farlo conservare e tradurre. Il manoscritto, noto anche come Codice Tchacos, verrà riconsegnato all'Egitto e ospitato dal Museo Copto del Cairo.
Il Vangelo di Giuda presenta una nuova visione del rapporto tra Gesù e Giuda e fornisce nuove informazioni sul discepolo che tradì Cristo. Contrariamente a quanto raccontano Matteo, Marco, Luca e Giovanni nel Nuovo Testamento, dove Giuda è ritratto come un traditore, questo nuovo vangelo presenta un Giuda che consegna Gesù alle autorità su richiesta dello stesso Cristo.
L'ipotesi formulata da Craig Evans, docente di Nuovo testamento presso l'Acadia Divinity College dell'Acadia University di Wolfville, in Canada, è che Gesù avesse in privato dato istruzioni a Giuda di portarlo alle autorità romane. Si tratta di un documento di straordinaria importanza che ribalta completamente la visione cristiana contemporanea e mostra quanto variegata fosse l'interpretazione della cristianità ai suoi albori.
Il Vangelo di Giuda, in sostanza, afferma che Giuda Iscariota fu l'unico apostolo a conoscere la verità della grandezza del Cristo. Si presenta con un titolo fortemente evocativo: «Il racconto segreto della rivelazione fatta da Gesù a Giuda Iscariota nel corso di una settimana, tre giorni prima la celebrazione della Pasqua».
Nella prima scena Gesù ride dei suoi discepoli che pregano il loro Dio, nel senso del dio minore del Vecchio Testamento che ha creato il mondo. Il passaggio fondamentale arriva quando Gesù dice a Giuda: «...Aiutando Gesù a liberarsi del suo corpo terreno, Giuda lo aiuterà a liberare la sua entità spirituale, la sua essenza divina. Lo status di Giuda viene più volte descritto come speciale: «Allontanati dagli altri a te rivelerò i misteri del Regno.
Il testo suggerisce inoltre che Giuda sarà deprecato dagli altri discepoli ma sarà comunque superiore a loro. «Sarai maledetto dalle generazioni ma regnerai su di loro», gli dice Gesù. Giuda ha poi una visione in cui gli altri discepoli lo contestano: «nella visione vidi me stesso mentre i 12 discepoli mi prendevano a sassate e mi perseguitavano».
Un passaggio del testo sembra fare riferimento alla trasfigurazione di Giuda: «Giuda aprì gli occhi e vide la nube luminosa, e vi entrò». Il testo si interrompe all'improvviso: «Essi (coloro che erano venuti ad arrestarlo) avvicinarono Giuda e gli dissero, "Cosa fai qui? Sei un discepolo di Gesù".
Nel documento non si fa accenno alla crocifissione nè alla resurrezione.
Il punto di vista degli studiosi è che questa visione alternativa del rapporto tra Gesù e Giuda sia un importante esempio della mentalità dei primi cristiani e offra nuove importanti prove sulla diversità della primitiva Chiesa cristiana.
Elaine Pagels, docente di Storia delle religioni a Princeton e una delle massime autorità internazionali nel campo dei vangeli gnostici, sostiene che «la sorprendente scoperta del Vangelo di Giuda, insieme a quelle dei Vangeli di Tommaso, Maria Maddalena e i molti altri vangeli recentemente scoperti dopo 2000 anni, stia trasformando la comprensione degli albori della Cristianità.
«La scoperta di un nuovo vangelo manoscritto è un fatto estremamente raro, soprattutto se si tratta di un testo menzionato dalle prime fonti cristiane» ha aggiunto Marvin Meyer della Chapman University, mentre Evans sottolinea che il Vangelo di Giuda è «un'importante testimonianza di come i primi cristiani avessero opinioni diverse su Gesù e i suoi discepoli» e «forse riuscirà a far capire meglio il senso di cose solo suggerite dal Nuovo Testamento».
Il lavoro di ricerca è stato sostenuto dalla National Geographic Society insieme alla Maecenas Foundation for Ancient Art e al Waitt Institute for Historical Discovery. Le 66 pagine del documento non contengono solo il Vangelo di Giuda, ma anche un testo intiolato Giacomo (noto anche come la Prima Apocalisse di Giacomo), una lettera di Pietro a Filippo e un frammento di un quarto testo che gli studiosi hanno deciso di chiamare provvisoriamente Allogeni (Book of Allogenes).
«Il Codice è stato certificato come autentico e riconosciuto appartenente alla letteratura apocrifa degli albori della cristianità grazie a 5 metodi di ricerca: datazione al radiocarbonio, analisi dell'inchiostro, imaging multispettrale, prove paleografiche e di contesto», ha dichiarato Terry Garcia, vicepresidente esecutivo per le missioni della National Geographic Society. Sarà utile che questo testo continui ad essere studiato dagli storici come dai teologi.
Nel gennaio 2005, piccoli campioni del papiro e della pelle sono stati analizzati presso il laboratorio di datazione al radiocarbonio con spettrometria di massa con acceleratore dell'Università dell'Arizona, uno dei più importanti al mondo in questo campo. Gli studiosi che hanno esaminato il contenuto e lo stile linguistico del Codice, scritto in dialetto copto-saidico, sostengono che i concetti teologici e i tratti linguistici del testo rispecchiano quelli trovati nella Biblioteca di Nag Hammadi, una raccolta di testi scoperta in Egitto nel 1945 anch'essa risalente ai primi secoli dell'era cristiana. Marvin Meyer, professore di studi biblici e cristiani presso la Chapman University, di Orange, California, e Stephen Emmel, professore di studi copti presso l'Università di Munster in Germania, concordano con il fatto che il codice rispecchia la visione gnostica prevalente nel secondo secolo d.C.: periodo in cui il testo originale greco del Vangelo di Giuda venne redatto per la prima volta, prima di venire successivamente tradotto in copto.

14 agosto 2006

Giacinto Auriti: Idee semplici ed Inimmaginabili


Un personaggio come Giacinto Auriti non possiamo dimenticarlo tanto facilmente. Un abruzzese che si definiva “un contadino che ha fatto per hobby il professore d’università”. Lui che ha pensato e argomentato l'impensabile, che ha portato avanti una battaglia alla donChishiotte non rimmarrà a lungo nel sentiero del Dimenticato.
Ha elaborato la nuova teoria del valore “come rapporto tra fasi di tempo” che lo condurrà alla scoperta del “valore indotto” della moneta.
“Chi crea il valore della moneta — dice Giacinto Auriti — non è chi la stampa ma il popolo che l’accetta come mezzo di pagamento”, sono però i banchieri, i grandi usurai, che si appropriano del valore monetario, usandolo come strumento di dominazione ed imponendo all’umanità il signoraggio del debito. Ed ecco allora la geniale soluzione del problema: La proprietà popolare della moneta, che restituisca al popolo il maltolto dei valori monetari che esso crea. L’auspicio è che siano i governi a gestire l’emissione monetaria ed a ripartire gli utili, come reddito di cittadinanza, a tutti i cittadini.
Per le sue idee INIMMAGINABILI non è stato mai condannato, ma condanna maggiore in questo periodo di sovraesposizione dei media è il SILENZIO.
Chi vuole bene a questo personaggio, deve rompere questo muro del silenzio ed abbattere questa omertà vigente su un professore, avvocato del diritto che ha dedicato la sua vita al bene del POPOLO ( ma che non sia un difetto?).

13 agosto 2006

Giacinto Auriti


Il prof.Giacinto Auriti , ex docente della facoltà di Giurisprudenza dell’ Ateneo di Teramo, da una quindicina di anni ha “sfidato” , con scienza e coscienza, il ruolo e la funzione degli Istituti di emissione monetaria, nazionali ed europee. Egli , infatti, sostenne che il sistema delle Banche Centrali, compresa la BCE, si è ingiustamente ed arbitrariamente appropriato della “moneta” e della sua gestione, quale strumento sostitutivo del baratto, prestandola non solo al popolo, che invece ne dovrebbe essere il legittimo proprietario , ma anche allo stesso Stato ; con ciò esercitando di fatto un’ “attività usuraia” atipica oltre che illegittima. Trattasi, ovviamente, di pura argomentazione giuridica non priva , ove trovasse applicazione , di effetti sociali , politici ed economici rivoluzionari. Ad aggravare questo presunto stato di illegittimità originario nella creazione e nella gestione della moneta a corso legale, si aggiungono, ovviamente, gli abusi e le vessazioni del sistema bancario privato la cui realtà è nota a tutti.

Breve storia della moneta moderna suggerita dal prof. Giacinto Auriti

1694 - Viene costituita a Londra la Banca d'Inghilterra, che diviene proprietaria di circa tre quarti del pianeta Terra.

1795 - La Rivoluzione francese trasferisce al popolo la gerarchia politica ma non quella finanziaria.

1865 - Guerra di Secessione: Abramo Lincoln, primo Presidente degli Stati Uniti d'America, abolisce la schiavitù. Viene creato il dollaro della Secessione, e quindi la Federal Reserve di Forte Knox.

1999 - Con il Trattato di Maastricht nasce l'Euro. Non aderisce la Banca d'Inghilterra legata al dollaro.

2001 - Il primo settembre, le banconote e monete metalliche Euro entreranno in distribuzione presso Banche, Uffici cambio e distributori automatici.



Breve storia del Simec Guardiagrele Anno 2000

Aprile/maggio - Preparativi, sperimentazione scientifica e costituzione del Comitato Sindacale Antiusura per la creazione della carta-moneta di proprietà del cittadino: responsabile unico, il Segretario Generale Giacinto Auriti.

Giugno/luglio - Vengono stampati, in diecine [?] di migliaia di esemplari, sette tagli diversi (lo stesso numero degli Euro), bicolori, con relativi numeri di serie ad inizio della lettera A: 500 - 1.000 - 2.000 - 5.000 - 10.000 - 50.000 - 100.000 per un importo complessivo di 168.500. Nel dritto è riportato, sulla sinistra, il contrassegno rappresentato dal Simbolo Econometrico Di Valore Indotto con la clausola: marchio registrato - riproduzione vietata.

Sulla destra, superiormente alla cifra, il relativo numero romano ad eccezione del taglio da 500 che, nell'esagono riporta l'intera cifra. Al centro, con scritta in nero, la proprietà della moneta e la specifica dell'emissione firmata dal Segretario Generale del Sindacato Antiusura Giacinto Auriti.

Al retro, identica per tutti i tagli, l'immagine di un focolare acceso sormontato da una croce, il valore in lettere e, in un rettangolo sottostante, il richiamo del simbolo accettato dai vari Comuni convenzionati con i tre articoli della Costituzione italiana. Per la seconda volta (dopo la sterlina inglese) in una moneta, un ulteriore elemento di garanzia: in aggiunta alla filigrana, contro eventuali falsari, è rappresentato dalla soprastampa a caldo, in argento, dello stemma-simbolo con il recente sistema dell'ologramma. Infine, nella bordatura colorata inferiore, la scritta latina NON BENE PRO TOTO LIBERTAS VENDITUR AURO (non è bene vendere la libertà per tutto l'oro del mondo).

Martedì 11 luglio - Un primo quantitativo di Simec viene ritirato dall'Istituto tipografico e mostrato ai soci del Sindacato. Si concretizzano gli accordi con la distribuzione delle vetrofanie per gli operatori che aderiscono alla vendita.

Fine luglio - Il passaparola popolare e la stampa locale si impadroniscono della operazione commerciale; il potere di acquisto rispetto alla lira raddoppia. Il successo prende alla sprovvista gli stessi autori e Guardiagrele si anima all'inverosimile. La Magistratura prende atto del fenomeno, ma non interviene. La Guardia di Finanza effettua un controllo da cui risulta tutto regolare.

Domenica 6 agosto - Festa del Patrono e Mostra dell'Artigianato. Dall'intero Abruzzo e dall'Estero si moltiplicano le presenze. Dalle 39 attività commerciali di luglio si giunge alle oltre 70 con il coinvolgimento delle due Province di Chieti e L'Aquila. Alcuni tagli della "moneta del popolo" vengono esauriti. Inizia l'emergenza ed in Piazza S. Maria Maggiore, alla cassa di "Casa Auriti" si alternano giovani volenterosi che accettano prenotazioni di ulteriori tagli al momento mancanti. La Guardia di Finanza torna a fare dei controlli. Tutto regolare.

Giovedì 10 agosto - Il sole tramonta alle ore 19 e 19 ed il professore, don Giacinto per i guardiesi, attorniato dai compaesani, concede interviste sulla operazione finanziaria. Le sue frasi ricorrenti sono: finalmente il denaro è del cittadino, e non di chi lo stampa - il suo valore è dato da chi lo usa e non da chi lo mette in circolazione - e per concludere, con l'Arte l'Italia può vendere il Bello.

La richiesta numismatica di collezionisti, da varie parti d'Italia e dall'Estero, aumenta a vista d'occhio.

Dopo il ferragosto guardiese - Da alcune regioni d'Italia giungono rappresentanti comunali e di categorie commerciali interessati alla esperienza monetaria. Lettera aperta del prof. Auriti con le firme di oltre 1000 cittadini per il dissequestro della "moneta auritana". Iniziano contatti politici per una interpellanza parlamentare alla riapertura delle Camere. Lettera aperta al Clero (diretta a Vescovi e Cardinali) in difesa della "MONETA DEI POVERI" perché diventi la "MONETA DEL GIUBILEO" che così conclude: Quando la moneta era d'oro, non era possibile attribuirla gratuitamente all'atto dell'emissione per l'alto costo dell'oro. Oggi, con i simboli di costo nullo, non solo è possibile, ma doveroso, per sollevare l'umanità dal signoraggio della grande usura. Siamo certi che la moneta emessa dalla Chiesa sarebbe certamente conforme al grande evento del Giubileo. E saranno favorevoli anche tutte le religioni notoriamente schierate contro l'usura, in una visione sostanzialmente ecumenica.
Ma l’11 agosto 2000 avviene il sequestro da parte della Guardia di Finanza.
La Guardia di Finanza ha eseguito degli accertamenti a scopo cautelativo. Ma non c'è dubbio, fa intendere il "vecchio" professore, che questo progetto se reso operativo, potrebbe mettere in discussione l'intero sistema economico mondiale.
Prof. Auriti la Guardia di Finanza ha sequestrato i simec da Lei messi in circolazione. Perché?

Perché c'è un provvedimento della procura della repubblica che ha ordinato il sequestro dei simec, e hanno portato come giustificazione la violazione delle norme bancarie, che sono norme ridicole, un provvedimento assolutamente infondato perché noi abbiamo dimostrato che è valore indotto e non valore creditizio.

Tradotto: essendo i soldi carta straccia, non si capisce come possano essere presi in prestito come se avessero un valore.

Abbiamo esercitato un diritto come ha detto Bruno Tarquini, procuratore generale di Cassazione scrivendo la sua relazione sulla materia ad un congresso tenutosi all'università. Il titolo è questo, "I simec: legittimità costituzionale e legislativa dell'induzione giuridica". Quindi si può fare.

Che motivazione daranno all'operazione di sequestro?

Questo è un sequestro preventivo direi cautelativo, perché non c'è un'imputazione di reato. Dovranno dimostrare che noi nel pieno rispetto dall'articolo 42 della Costituzione e delle leggi italiane abbiamo commesso qualche reato. Sarebbe veramente assurdo tutto ciò. Anche perché noi abbiamo fatto tutto alla luce del sole.

Che cosa succede adesso a Guardiagrele?

E come se ci avessero tirato il sangue. La liquidità sul mercato è come il sangue. Questo blocco improvviso della nostra liquidità è un fatto grave, i miei concittadini, i commercianti, si troveranno presto sull'orlo del fallimento, quindi dal paradiso sono precipitati nell'inferno per il provvedimento di un magistrato che, cosi facendo, sta di fatto uccidendo un paese.

Un paese che era chiamato la piccola Svizzera, che era rinato perché tutti entusiasti dell'iniziativa. Ora è precipitato nell'impossibilità di pagare, perché se tu hai la moneta e te la tolgono e come se togliessero il sangue dal mercato. Io sono indignato per questo.

Non crede che tutto ciò abbia dei risvolti positivi, cio è una maggiore legittimazione e attendibilità per il suo progetto?

Certo. Comunque noi gli risponderemo per le rime, perché noi abbiamo ragione da vendere. Noi abbiamo avuto un magistrato che non è informato sul valore giuridico del Simec.

Dopo anni di teoria e di studio Lei era riuscito a rendere operativo un progetto che lo stesso sindaco di Guardiagrele l'aveva definito una Rivoluzione copernicana. Ci sarà da parte sua un nuovo tentativo?

Questa è una rivoluzione che non si ferma più per una ragione molto semplice: perché è vera. E poi perché è scientificamente inconfutabile. La moneta deve essere di proprietà del popolo non della banca, oggi la banca emette la moneta prestandola ai cittadini; siccome prestare è una prerogativa del proprietario, si appropria il valore monetario creato dai cittadini, quindi deve accreditare; e allora questo principio è talmente forte è talmente valido che nessuno lo può contestare.

Sembra utopia ma non è utopia. Sul piano scientifico l'utopia non esiste. Se ti avessero detto un secolo fa che si andava sulla luna l'avresti preso per matto. La stessa cosa il principio della proprietà popolare della moneta. Dunque, noi da questo punto di vista siamo tranquilli, superata questa fase del sequestro, che noi consideriamo un episodio meramente marginale rispetto alla logica della scuola che noi stiamo portando avanti sul piano della moneta. Be superato questo, si affermerà in tutto il mondo perché i popoli preferiranno essere proprietari piuttosto che debitori dei loro soldi. Oggi tutti i popoli sono poveri perché hanno un debito pari a tutto il loro denaro, perché all'atto dell'emissione la banca centrale emette moneta solo prestandola, mentre dovrebbe accreditarla e non addebitare. Ecco, questo è quello che noi sosteniamo.

Il comune di Guadiagrele è stato reso famoso grazie a Lei per questo motivo, anche se l'amministrazione non ha preso parte all'iniziativa. I comuni di tutta Italia possono entrare nel merito di un "sistema monetario autonomo"?

Eccome! Lo abbiamo scritto sulla moneta simec, ossia Simbolo Econometrico convenzionalmente accettato nei comuni collegati e collegabili a norma della legge che collega i comuni per scopi sociali. Non solo, lo abbiamo detto anche nella scritturazione apposta sul simec, noi abbiamo affermato che questo è emessa in attuazione del secondo comma dell'articolo 42 della costituzione che sancisce l'accesso alla proprietà per tutti. Quindi è la costituzione che dice di creare un diritto della persona con contenuto patrimoniale, e il contenuto patrimoniale noi lo creiamo con i simec, quindi non diamo come contenuto economico beni di consumo o beni programmati dai vertici politico economici come nei paesi socialisti, ma diamo ai cittadini il denaro per comprarli, in modo che il cittadino quando spende sceglie i beni che vuole consumare.

Ecco il principio della proprietà popolare della moneta che è il reddito di cittadinanza.

Questa diceva il Prof Auriti, ma stroncato da un male incurabile l’11 agosto 2006 nella sua abitazione romana ha finito di portare avanti la sua battaglia.
Guarda il video mentre parla del Simec (42 min)