Il 2005 è l'ultimo anno di Don Amerigo, il giovane parroco ultratecnologico che dopo quindici anni lascia la parrocchia di S.Vito.
Il 2006, causa cattivo tempo, la processione in mare non cè stata e Don Gennaro, il nuovo parroco ha svolto la funzione senza la processione in mare.
03 agosto 2006
La Madonna del Porto 2005
02 agosto 2006
TeslaCar : FantapolitiK

La TeslaCar Roadster non è una macchina qualunque. Su diversi forum viene bollata come l'ennesima bufala come le tante che circolano sul Web, ma non è così. La Roadster esiste, ha un sistema di locomozione molto diverso dal normale, usa tecnologia e altro condito ancora da mistero.
1) Immaginate una berlina;
2) toglietele il motore e sostituitelo con un motore elettrico;
3) aggiungete un convertitore gravitazionale di energia;
4) equipaggiatela con una antenna per ricevere le onde elettromagnetiche;
5) mettetela in moto e raggiungerà i 140Km/h.
Questa, che ci crediate o no, era l'automobile di Tesla che funzionava. Nel 1931 Tesla trasformo una Pierce Arrow, un'automobile di lusso dell'epoca, in una macchina elettrica che utilizzava le batterie e le onde elettromagnetiche gravitazionali.
L'autista era Petar Savo, e nonostante stesse guidando quell'auto non era il responsabile delle sue incredibili caratteristiche. Poi racconta :
Arrivati a Buffalo, si recarono presso un piccolo garage dove trovarono la nuova Pierce-Arrow. Il Dr. Tesla sollevò il cofano e fece qualche regolazione sul motore elettrico a corrente alternata sistemato al suo interno. In seguito si recarono a predisporre gli strumenti di Tesla. Nella camera di un hotel delle vicinanze il genio dell'elettricità si mise a montare il suo dispositivo. In una valigia a forma di cassetta si era portato dietro 12 valvole termoioniche. Savo descrisse le valvole “di costruzione curiosa", sebbene in seguito almeno tre di esse siano state identificate come valvole rettificatrici 70L7-GT. Furono inserite in un dispositivo contenuto in una scatola lunga 61 centimetri , larga 30,5 e alta 15. Non era più grande di un ricevitore radio ad onde corte. Al suo interno era predisposto tutto il circuito elettronico comprese le 12 valvole, i cablaggi e le resistenze. Due terminali da 6 millimetri di diametro e della lunghezza di 7,6 centimetri sembravano essere le connessioni per quelli del motore.
Ritornati all'auto dell'esperimento, misero il contenitore in una posizione predisposta sotto il cruscotto dalla parte del passeggero. Tesla inserì i due collegamenti controllando un voltmetro.
"Ora abbiamo l'energia", dichiarò, porgendo la chiave d'accensione a suo nipote. Sul cruscotto vi erano ulteriori strumenti che visualizzavano valori che Tesla non spiegò.
Dietro richiesta dello zio, Savo mise in moto. “Il motore è partito", disse Tesla. Savo non sentiva alcun rumore. Nonostante ciò, coi pioniere dell'elettricità sul sedile del passeggero, Savo selezionò una marcia, premette sull'acceleratore e portò fuori l'automobile.
Quel giorno Petar Savo guidò questo veicolo senza combustibile per lungo tempo, per circa 80 chilometri attorno a Buffalo, avanti e indietro nella campagna. Con un tachimetro calibrato a 190 chilometri orari a fondo scala, la Pierce-Arrow venne spinta fino a 145 km/h , e sempre con lo stesso livello di silenziosità del motore.
Mentre percorrevano la campagna Tesla diventava sempre più disteso e fiducioso sulla sua invenzione; cominciò così a confidare a suo nipote alcuni suoi segreti. Quel dispositivo poteva alimentare le richieste di energia del veicolo per sempre, ma poteva addirittura soddisfare il fabbisogno energetico di un'abitazione - e con energia in avanzo.
Ho informato numerose testate nazionali sulla TeslaCar, diversi forum, ma pare che la novità non viene interpretata. Pare che la questione, in mezzo a focolai di guerra sempre accesi, interessi solo quando il mistero verrà risolto. Cioè la vera natura dell'energia utilizzata. Elettrica o gravitazionale e come?
Il problema, secondo me, è un'altro.
E' una guerra portata avanti fra i fautori della new economy o economia dei servizi, della rete, e la old economy, o economia dei prodotti, con i suoi sistemi piramidali.
Sono due sistemi che sono in rotta di collisione e, al centro una macchina o un sistema evoluto ancora carico di mistero. Mistero che rimarrà fino a che le forze del Bene e del Male non si lasceranno dal loro abbraccio mortale. Noi, spettatori di questo infinito mondo decadente aspetteremo sfogliando la margherita ...la vita è migliore? o sarà migliore?
01 agosto 2006
Tesla Car : Approfondimenti





Tesla Motors è un’azienda nata dal nulla appena 4 anni fa in California con un obiettivo: produrre un’auto capace di rivoluzionare il mercato grazie a prestazioni da supercar.
Per rendersene conto basta andare a spulciare l'elenco dei finanziatori della Tesla Motors e dei suoi fondatori Martin Eberhard e Marc Tarpenning. In questa giovane azienda della Silicon Valley hanno creduto firme del capitalismo americano abituate ad investire i loro soldi in idee a dir poco vincenti. C’è innanzi tutto il , una delle più grandi società al mondo di venture capital; ci sono investitori istituzionali come Elon Musk, il fondatore di Paypall, la Draper Fisher Jurvetson e il fondo . E ci sono poi persone (miliardarie) che hanno investito individualmente nel progetto Tesla Motors; fra questi spiccano due nomi, Sergey Brin e Larry Page, ovvero i fondatori di Google! La "colletta" è riuscita a raccogliere 40 milioni di dollari che saranno impiegati per testare, omologare e lanciare sul mercato statunitense la prima Tesla Motor.
La Roadstar una vettura della cui esistenza non ci sono prove reali, che sarebbe stata realizzata agli inizi del Novecento dal vulcanico Nikola Tesla.
Tesla era un genio, prima di essere uno scienziato, una di quelle persone capaci con straordinaria disinvoltura di cambiare il destino di un intero pianeta. Scoprì la corrente elettrica alternata, aprendo la strada alla diffusione globale dell’energia elettrica, ma non solo. Tesla è famoso per gli studi sull’induzione elettromagnetica e sulla trasportabilità dell’energia mediante campi elettromagnetici: in un suo esperimento riuscì ad illuminare via radio una torre dimostrativa costituita da numerose lampadine. L’idea di Tesla ci avrebbe liberato dalla schiavitù degli elettrodotti: ognuno con un’antenna poteva captare l’energia che apposite centrali immettevano nell’etere. Peccato che i suoi stessi finanziatori, dopo averne acquisito i brevetti ne bloccarono lo sviluppo, forse spaventati dalla particolare importanza di tali scoperte. Insomma, remava “controcorrente” e firmò studi ed esperimenti dalla notevole carica innovativa (e suggestiva). Per questo, anche per questo, il mondo accademico in parte lo ha emarginato: ce n’è abbastanza per alimentare leggende, miti e, forse, anche speculazioni di sorta, tra i quali rientra a pieno titolo la Tesla Car.
Si tratta di una vettura elettrica che riceveva via radio l’energia da una fonte esterna e, quindi, dall’autonomia potenzialmente inesauribile. “Distributore” di energia sarebbe, nel mito, la stessa torre che provvide a suo tempo ad alimentare le lampadine dell’esperimento menzionato in alto e che fu frettolosamente smantellata. Ma c’è dell’altro. Per alcuni pare che la cosiddetta “torre” non era collegata a nessun generatore, ma sfruttava, mediante un semplice circuito elettrico, l’energia dei campi magnetici naturali che circondano il globo. Tesla aveva trovato il modo di sfruttare quella che è nota come “risonanza di Schumann”, ovvero onde elettromagnetiche a bassa frequenza generate dall’attività geofisica del pianeta, che risuonano continuamente tra l’atmosfera e la superficie terrestre. Probabilmente una fonte di energia inesauribile e facilmente sfruttabile. Volendo fare una forzatura concettuale, un tale sistema se non è il moto perpetuo, ci va molto vicino. Tesla si rivolse quindi ai colossi di cui sopra, tra cui vi erano la WestingHouse e il banchiere J.P.Morgan, che si comportarono nel modo più adatto e prevedibile: acquisirono i brevetti ed affossarono i progetti.
In ogni caso, tanta gente è pronta a credere alla storia della Tesla Car così come è stata appena descritta, il che regala al mito quasi un filo di verità storica, ma se tutto ciò fosse vero, allora c’è da aver paura. Per un secolo ci hanno avvelenato bruciando combustibili fossili, quando con la tecnologia dei primi del Novecento si poteva far muovere una vettura grazie all’energia che ci regala la Madre Terra.
Prima di lasciarci trasportare dal terrore, credo sia giusto riflettere sulla vicenda. Teoricamente, ricavare energia elettrica dai campi magnetici è possibile: in fin dei conti sono diverse espressioni della stessa realtà e le telecomunicazioni sfruttano proprio questo concetto. Ma un conto è diffondere onde elettromagnetiche finalizzate alla comunicazione, un altro è distribuire via etere una quantità di energia pari al consumo mondiale. E se oggi, con i campi magnetici che possiamo considerare sottoprodotti delle attività umane, si teme per i loro effetti cancerogeni, impregnare l’etere di altre radiofrequenze ad elevatissimo potenziale, che costituirebbero la fonte primaria di energia, potrebbe avere effetti inimmaginabili. E molto probabilmente disastrosi. Tesla, però, non era uno “sprovveduto” e aveva previsto anche questo: studiava l’interazione delle onde elettromagnetiche con gli organismi viventi, computando anche la possibilità di alterazioni genetiche permanenti. Tuttavia era convinto che le microonde avrebbero potuto annullare questo rischio.
Facile pensare che Tesla avesse messo a punto particolari motori elettrici ad induzione, molto efficienti e adatti ai mezzi di trasporto. E giacché era uno sperimentatore, non si esclude che possa aver realizzato un’automobile modificata con un tale propulsore e un sistema di accumulatori particolarmente efficiente.
La vettura ha esordito a luglio, ma a tutt’oggi c’è ancora massimo riserbo riguardo alla tecnologia utilizzata. Non basta, dietro questa fantomatica Tesla Motor ci sono nomi “grossi” della finanza mondiale: un gruzzoletto di miliardari, i patron di “Google” Sergey Brin e Larry Page, Elon Musk fondatore di Paypal, poi, la Draper Fisher Jurvetson e, il fondo JP Morgan Bay Area Equity Fund , diretto discendente dell’organizzazione che nel secolo scorso probabilmente bloccò i progetti di Tesla. Chi può dire se adesso il momento è favorevole o sfavorevole se non chi vuole cambiare tutto per non cambiare niente in una gattopardesca rincorsa alle risorse tecnologiche?