30 luglio 2007

SanVito: La Madonna del Porto

Nell'ultimo fine settimana di Luglio ha in scena la rappresentazione della Madonna del Porto.
Un rito, non molto antico.

Negli anni '30 Marino & Renzetti descrivevano la Festa .
Cambiano i tempi, cambiano le persone cambiano i simboli.
"La Madonna è presa sulle spalle dai marinai, e dietro di essa si compone una lunga processione di fedeli salmodianti, che percorre la via della riviera verso la cappella. Al suo passaggio, è una continua pioggia di ginestre, sì che la via è tutta giuncata, dal luogo dell'approdo all'oratorio del porto."
La processione e la fiaccolata in mare sono effetti speciali per una marineria che non esiste più per dei marinai sostituiti da operai della Confraternita e per un porto che non è mai nato.
Erano belli i tempi quando "Fortiz", appena dopo la guerra, fra 4 scogli lunghi 250 mt passava da una parte all'altra del molo. Una performance di circa una trentina di metri e, senza pinne o maschera. Tutto stava rinascendo, anche il molo distrutto dai tedeschi.
Purtroppo, un fuoco di paglia, il segreto di Fortiz rimarrà inviolato e, il porto sarà merce di scambio per i politici del tempo e di vanagloria.
Adesso, lo sfoggio dei politici di turno, degli assessori inutili di questo tempo, la carica dei presenzialisti alla barca del Capitano Marrone, il Caronte ( veramente con occhi di bragia) che porta anime verso la purificazione dei peccati fatti in questo loco, uno spettacolo che flash e telecamere riprendono ogni anno.

Mentre, la giunta al completo Sindaco e 6 assessori con 7 assessorati piena di incompetenti e di inutilità, alla popolazione, si catapultava sulla barca del Capitano, … le regole marinare venivano violate : cazziatone al Capitano dalla Capitaneria.

Il capitano Marrone " Io non ci sto!, se volete non vengo più a SanVito". Lui, che è delle Portelle, zona di ginestre e di canti che D'annunzio ha rielaborato con impareggiabile maestria, emigrante nel porto di Ortona, unica bandiera marinara di uno sciame di marinai dispersi in tanti porti liguri si batte, ma, la Legge ( che può tutto quello che vuole, dove vuole) non concede appello.

Nel festival delle forze in gioco la Capitaneria di Porto ha dettato le condizioni per la festa. I vari assessori intuendo un bagno di folla e di applausi si sono schierati gomito a gomito per l’incasso.
Chissà cosa succederà quando i politici passeranno dagli applausi agli schiaffi (come per un bambino capriccioso) ?
Si dimenticheranno, si sveglieranno dal sonno che annebbia loro la vista?
La fase non violenta passa per la fase dello sventolio di bandiere bianche al passaggio di persone, (pagate dai cittadini) inutili, dannosi a mo’ di tifosi del Real Madrid.
Una cosa che non cambia mai, invece, sono i fuochi d’artificio. Un buon sistema per bruciare i soldi.
Mi chiedevo, rivedendo foto e diapositive di trentenni fa come erano cambiati. Purtroppo non so dare una risposta, so solo che ogni anno sembrano diverse ma, non è vero.
Risultato: se la festa come qualsiasi festa non finisce con i fuochi, vuol dire che il tempo è inclemente o che la festa Continua.
Giorni fa è passato Fiorello a SanVito, un compleanno di un privato/a vale ben di più di una festa popolare. Dipende dal personaggio/a e/o festa che si va a celebrare. Mutatis mutandis, in questo mondo al contrario.

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