01 giugno 2008

Nelle fantasie sessuali di uomini e donne


L'interpretazione dei sogni, che segna un po' la data di nascita della psicanalisi. Veramente, gli antichi se ne erano già interessati parecchio, a partire da quell'Artemidoro di Daldi che si era specializzato proprio nella interpretazione dei significati reconditi del sogno: posizione speculativa per la quale Cesare Musatti non ha esitato a parlare di "anticipazione" di taluni aspetti della teoria psicanalitica.
Molto si è scritto anche sulle zone d'ombra della sessualità, sia maschile che femminile, dopo che il rapporto Kinsey e il rapporto Hite hanno familiarizzato l'opinione pubblica americana - e, di conseguenza, mondiale - con la nozione di una regione di impulsi e desideri che non coincide perfettamente con la mappa della sessualità cosciente e, per così dire, dichiarata; che, anzi, non vi coincide affatto, dato che lascia intravedere una mole enorme di pulsioni e di pratiche sessuali che vivono nella zona grigia della semiclandestinità, non del tutto accettate dalla coscienza desta dell'Io e, tanto meno, dal giudizio della società.
Meno si sono occupati, gli psicologi contemporanei, di quella particolarissima zona oscura della vita psichica che si colloca al livello delle fantasie sessuali: veri e propri sogni intenzionali ad occhi aperti, che talvolta accompagnano e talvolta sostituiscono quella che dovrebbe essere, secondo l'autocoscienza dell'Io, la "normale" vita psichica, istintiva ed emozionale, legata alla sfera della vita sessuale.
Per la loro stessa natura, in realtà, le fantasie sessuali dell'uomo e della donna tendono a non coincidere con l'attività intenzionale della coscienza e, quindi, si accompagnano a uno sregolamento, per non dire a un sovvertimento, di tutti i punti fermi di questa, facendo emergere dimensioni profonde e insospettate della libido, associazioni morbose, inconfessabili pulsioni delle quali la vita psichica ordinaria poco sa e meno ancora vorrebbe sapere. Il più delle volte, le fantasie sessuali si accompagnano all'attività sessuale, sia essa consumata con un partner "reale" o, come nel caso della masturbazione, con un partner immaginario; il che significa che, in esse, la dimensione istintuale e "primitiva" può trovare libero sfogo non solo sul piano psichico (come avviene, di regola, nel sogno), ma anche su quello fisico, e viene portata al calor bianco dal contesto emozionale ed, eventualmente, affettivo, in cui trova lo sfogo e l'occasione di riversarsi nella luce, relativamente esplicita, della proiezione fantasmatica.
Molte persone si sentono tremendamente in colpa a causa delle proprie fantasie sessuali, e tuttavia non possono fare a meno di coltivarle; molte persone non potrebbero neanche immaginare la propria vita sessuale senza il supporto segreto offerto da esse, le quali realizzano il massimo della segretezza nel corso di un'attività - quella sessuale - che, in teoria, dovrebbe costituire il culmine della comunione fra l'Io e il Tu, anzi, addirittura la fusione (sia pure momentanea) fra l'Io e il Tu, sì da dar vita a un soggetto nuovo, inglobante la sfera fisica, emozionale, mentale ed - eventualmente - spirituale di quelli che erano due soggetti distinti.
Proprio questo paradosso - massima segretezza nella massima comunione - contribuisce a rendere così piccante la salsa delle fantasie sessuali e a provocare, da parte di coloro che le vivono, così brucianti sensi di colpa e intense reazioni di vergogna. Come confessare al proprio partner, infatti, che non era affatto lui, o lei, l'oggetto dei propri pensieri, nell'acme del desiderio e del piacere; oppure che, se lo era, il contesto immaginato era comunque tale da modificare radicalmente le coordinate del normale sentimento e del normale rapporto sessuale?
Vi sono persone, particolarmente portate alla facoltà immaginativa, che non potrebbero mai fare a meno di un contesto fantasmatico, oppure, peggio (o meglio?), di un oggetto fantasmatico ben diverso dal contesto e dall'oggetto sessuali esistenti nella "realtà", qualunque cosa si intenda comunemente con questo termine (perché anche il sogno e le stesse fantasie sessuali sono reali, eccome!).
Altre persone, invece, dicono di non averne alcuna necessità: ma possiamo prestar loro fede? In questo campo, la cultura del sospetto è d'obbligo: nonostante le pretese descrittivistiche della scienza moderna, è certo che tutto quel che sappiamo delle fantasie sessuali degli esseri umani, a cominciare dal fatto che esistono, proviene da ciò che essi raccontano in proposito, e non possediamo alcuno strumento per verificarlo sperimentalmente. Ora, sono proprio il meccanismo della colpa e l'insorgenza della vergogna a renderci consapevoli del fatto che i contenuti delle fantasie erotiche sono portatori una carica eversiva dirompente e, quindi, in un certo senso, che esse rappresentano un Io che non è affatto quello della coscienza ordinaria, ma un altro. A differenza dei piccoli "io" temporanei, tuttavia, dei quali parlavano studiosi come Gurdjieff (cfr. il nostro saggio L'uomo, secondo Gurdjieff, è una pluralità, e il suo nome è legione, consultabile sul sito di Arianna Editrice), l'Io misterioso che emerge nel corso delle fantasie sessuali è, sovente, un ospite fisso della coscienza e presenta una struttura che si direbbe dotata di carattere permanente.
Tanto è vero che, per molte persone, le fantasie sessuali sono sempre le stesse, e si dispiegano ogni volta come una sorta di filmato o proiezione mentale che ha, al tempo stesso, caratteri onirici e caratteri propri della coscienza desta.
In questo senso, si può dire che lo statuto ontologico delle fantasie erotiche, ambiguo per sua stessa natura, sembra costruito apposta per offrire all'individuo il massimo della gratificazione, mettendogli a disposizione tanto gli strumenti del sogno, quanto quelle della coscienza desta.

Ma che cosa dobbiamo pensare di questa zona, così oscura e scottante, della nostra vita psichica? Quale valore, quale significato dobbiamo attribuire ai contenuti delle nostre fantasie sessuali, e in quale misura dobbiamo ascoltarli ed, eventualmente, tentare di tradurli in realtà?
Al giorno d'oggi è particolarmente di moda, da parte di psicologi di riviste patinate e assidui frequentatori di salotti televisivi, esaltare indiscriminatamente tutti gli impulsi della libido e farne una bandiera di liberazione sessuale; e, quanto più sono scottanti e bollenti i contenuti delle fantasie sessuali, tanto meglio! Questo, a nostro avviso, è un modo di porsi davanti alla questione estremamente superficiale, che si colloca sullo stesso livello - anche se con una valenza di segno opposto - che era proprio ai moralisti del buon tempo andato, per i quali tutte le cose del sesso erano peccato, o quasi, e le fantasie sessuali costituivano il non plus ultra di ciò che è morboso, deviante e patologico.
Le nuove fantasie sessuali femminili (titolo originale: Women on Top, 1991; traduzione italiana di Anna Rusconi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1992), del quale tuttavia ci serviamo per poterne discutere i contenuti, riportandone alcuni passaggi tratti dal capitolo intitolato Donne con donne (pp. Succede, cioè, quello che capita ogni volta che i cultori della scienza "ufficiale" voltano la testa dall'altra parte, allorché si imbattono in qualche aspetto della realtà che non piace loro: il campo resta libero a coloro che non sono tanto interessati alla ricerca della verità, quanto a fare soldi scandalizzando i bravi borghesi, i quali non desiderano altro che essere scandalizzati. Al lavoro non l'ho mai fatto. Ai tempi dell'università, invece, mi animava uno spirito più avventuroso sia nei riguardi dei posti sia dei momenti, e nell'anno di psicologia ero diventata una vera e propria svergognata.
Il fatto che la masturbazione mi affascini tanto, me come altre persone, dipende da alcune esperienze maturate nell'adolescenza, esperienze a cui attingo tuttora come fonte delle mie fantasie. Le notti migliori erano quelle in cui faceva così caldo che tirava via anche il lenzuolo e giaceva nuda sotto la luce della luna. Notti del genere erano una vera agonia, per me, perché desideravo ardentemente guardarla ma avevo paura che se avessi aperto gli occhi lei mi avrebbe scoperta. Temevo anche che potesse cogliere i movimenti della mia mano sotto la pancia. L'ultima, più di tutte, ci sembra importante da un punto di vista filosofico: perché la dice lunga sulla inautenticità che caratterizza la vita di tante persone (sono milioni le donne e anche gli uomini che vivono situazioni analoghe), nonché sul carico di infelicità che gli esseri umani si portano dietro, mascherandolo dietro i fronzoli del successo professionale o familiare, della vita ordinata e tranquilla, del rispetto formale dei valori comunemente accettati.
Tutti sanno che nella magia nera vi è una componente sessuale intenzionale, ad es. nel cerimoniale delle messe nere, proprio per poter "catturare" le notevoli energie psichiche liberate nell'atto sessuale; e la stessa cosa vale per l'omicidio rituale, che quassi sempre, anche nelle cerimonie iniziatiche di molti popoli nativi, si svolge nel contesto di orge sessuali, e ciò per la medesima ragione (cfr. F. Lamendola, Sesso, omicidio e antropofagia nei culti della fertilità dei Marind-anim, sempre sul sito di Arianna Editrice). Ebbene, l'oggetto fantasmatico evocato nel corso delle fantasie erotiche, e accompagnato da una esplicita attività sessuale, in qualche modo finisce per diventare "reale", specialmente quando non è casuale e frutto di un gioco più o meno occasionale, ma il prodotto di una lunga elaborazione psichica e, pertanto, una presenza fissa nel campo coscienziale di una determinata persona. Nel caso citato sopra e riportato dalla Friday, tale presenza fissa era il "fantasma" di Uta per l'ormai adulta Natalie, che ne era rimasta letteralmente "stregata" (il termine non è casuale) alla tenera età di otto anni.
Lo spiritismo va ancora più in là ed ipotizza che sia possibile evocare a piacere delle persone defunte, parlare con esse e perfino avere con loro dei veri e propri rapporti sessuali. Nella cultura brasiliana, non solo le persone del popolo, ma anche molti membri delle classi colte credono fermamente che storie del genere possano avvenire, anzi, che avvengano quotidianamente. Considerato da questo punto di vista, il "gioco" delle fantasie sessuali non è poi tanto innocente (niente lo è, nella sfera affettiva e mentale della coscienza), nel senso che tende a evocare delle presenze che, forse, tenderanno a insediarsi permanentemente nella coscienza e potrebbero manifestare la tendenza a tiranneggiarla, imponendole le loro dinamiche ed i loro ardenti desideri. L'uomo della tecnica, sommamente ignorante delle proprie dinamiche interiori, si sta abituando a maneggiare cose che non conosce e delle quali non sa praticamente nulla. Non vogliamo qui tirare in ballo il concetto, caro alla Tradizione, della "contro-iniziazione", che corrisponde a un atto volontario della coscienza; ma è un fatto che stati di coscienza dissociati possono offrire un fertile terreno di coltura alla contro-iniziazione, aprendo la via a forme di possessione da parte di agenti infra-umani.
Ciò non toglie che l'equilibrio deve essere, e rimanere, la meta finale cui ciascuno dovrebbe tendere, senza rassegnarsi alla sofferenza e all'infelicità; esattamente come, nel campo della vita organica, l'obiettivo di ciascuno dovrebbe essere la salute, non la rassegnata convivenza con uno stato di parziale malattia, praticamente permanente.
In tal senso, si tratta di valutare, da parte di ciascuno, quale funzione svolgano le fantasie sessuali nella propria vita interiore ed esteriore. Chi può dire di avere raggiunto uno stato di gratificazione totale, nell'eterno tiro alla fune tra la realtà oggettiva e il mondo segreto dei desideri, dei sogni, delle aspirazioni profonde? E chi, dunque, può vantarsi di non aver bisogno di addivenire a una qualche forma di compromesso tra i due piani di realtà? In tale prospettiva, il ricorso alle fantasie sessuali può configurarsi come uno strumento importante per il raggiungimento di tale compromesso, in maniera da rendere accettabile la propria vita emozionale più profonda.
Questo pericolo è particolarmente pronunciato nel caso degli artisti e delle persone creative, dotate di una potente facoltà immaginativa. Ciascuno deve imparare a divenire un buon giudice di se stesso e valutare, sulla base della propria consapevolezza e della propria maturità, se le fantasie sessuali che coltiva possano fornirgli un aiuto per convivere con una realtà oggettiva non sempre soddisfacente, o se, al contrario, non rischino di diventare dei rimedi peggiori del male, aggravando il proprio livello di insoddisfazione, frustrazione e rimpianto. Le fantasie sessuali, infatti, quando divengono sistematiche e totalmente scollate rispetto alla vita vissuta, finiscono per generare il doppio effetto della dipendenza e del crescente distacco dalla vita vissuta di ogni giorno.

Nella vita reale, può succedere questa scena:

Non ho mai capito perchè le necessità sessuali degli uomini e delle donne sono così differenti fra loro...
Non avevo mai creduto a tutte quelle idiozie che le donne provengono da Venere e gli uomini da Marte.
Però ...
Una notte mia moglie ed io siamo andati a letto.
Abbiamo cominciato ad accarezzarci, massaggiarci, bacini etc, etc ... La questione è che io ero già pronto, ma proprio in quel momento lei mi dice: "Adesso non ne ho voglia, amore mio. Voglio solo che mi abbracci".
Ed io esclamo: "CHEEEEEEEEEEEEEEEEEEE???????????????”
Al che mi dice le parole magiche di tutte le donne: "Vedi? Non sai connetterti con le mie necessità emotive di donna!".
Che cazzate ... Il punto finale è che quella sera non ci sarebbe stata nessuna lotta. Ho messo a posto gli oli afrodisiaci, ho spento le candele, ho tolto il disco di Baglioni (in quei momenti funziona quasi sempre), ho spento lo stereo ed ho rimesso in frigo lo champagne.
Sono andato a farmi una doccia fredda per vedere se potevo calmare "la bestia" e mi sono messo a guardare Discovery Channel a tutto volume per non fare dormire la figlia di mia suocera ... Dopo un po' mi sono addormentato.

Il giorno dopo siamo andati al centro commerciale e mi sono messo a guardare orologi mentre lei si provava tre modelli carissimi di Armani. Come tutte le donne non sapeva decidersi, così le ho detto di prenderli tutti e tre. A questo punto mi ha detto che le sarebbero servite delle scarpe nuove da mettere con i nuovi vestiti, 350 euro al paio. Le ho detto che andava bene. Di lì siamo andati nella sezione casual dalla quale ha preso un piumino ed una borsa di Luis Vuitton. Era così emozionata! Credo pensasse che fossi diventato pazzo, ma ad ogni modo le ha prese lo stesso. Mi ha messo, quindi, alla prova chiedendomi un gonnellino corto da tennis. Non sa neanche correre, figuriamoci giocare a Tennis. E' rimasta scioccata quando le ho detto di comprare tutto ciò che voleva.
Era così eccitata sessualmente dopo tutto questo, ed ha cominciato a chiamarmi con tutti i nomignoli più affettuosi e stupidi che le donne usano. "Cucciolone mio", "Topolino amoroso" e così via.
Siamo andati alla cassa a pagare. E' stato qui che, essendoci solo una persona prima di noi, le ho detto: "No amore mio, credo che in questo momento non ho voglia di comprare tutto questo ...” Se aveste potuto vederle la faccia, diventò pallida quando le dissi: "Voglio solo che mi abbracci".
Sembrò quasi che stesse per svenire, le si è paralizzata la parte sinistra del corpo, le è venuto un tic nervoso all'occhio. A questo punto le dissi: "Lo vedi? Non sai connetterti con le mie necessità finanziarie di uomo" ...


fonti: lamendola ed altri

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